Meglio tardi che mai

agcomsanzionetg1tg5250310A soli tre giorni dalle elezioni regionali, dopo un mese di totale black out di informazione politica in televisione dovuta a una scelta che oggi si può definire irresponsabile da parte di chi governa, arriva la multa dell’Autorità per le comunicazioni al Tg1 e al Tg5 entrambi colpevoli di “aver applicato un forte squilibrio informativo fra Pdl e Pd” e aver dedicato scarsa attenzione alle nuove liste.

La decisione dell’Agcom arriva proprio nel giorno in cui Michele Santoro si appresta a condurre Rai Perunanotte, la trasmissione organizzata con la redazione di Annozero e il sostegno della Federazione nazionale della stampa italiana e il sindacato dei giornalisti Rai (Usigrai) che cercherà (dopo un mese di totale silenzio) di parlare di politica, di programmi elettorali e soprattutto di censura. Se in questo mese non ci fosse stato lo stop ai talk show politici in Rai, forse lo squilibrio adottato dai telegiornali principali, dell’azienda pubblica e di quella privata, non sarebbe stato notato. Ma poiché in questo mese i telegiornali sono stati quasi l’unica fonte di informazione politica, essere più attenti alla divisione dei tempi doveva essere non solo un dovere professionale ma anche un dovere nei confronti di un pubblico sempre più ignorante.
Così oggi arriva la multa al Tg1 e al Tg5, ma bisogna ricordare che anche le altre testate non sono state da meno. La colpa del telegiornale diretto da Augusto Minzolini e di quello diretto dal Clemente Mimun è di aver applicato uno squilibrio ancora più forte degli altri. Le due testate sono state chiamate a pagare una sanzione di 100.000 euro ciascuna e richiamate “ad attuare un immediato riequilibrio dell’informazione entro la chiusura della campagna elettorale”.
L’invito a riportare equilibrio nell’informazione giornalistica (visto che parlare di imparzialità è un concetto inapplicabile nel giornalismo moderno) è stato rivolto dal presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, anche a tutte le altre emittenti.  Perché la colpa in quest’ultima strana campagna elettorale sarebbe stata anche quella di aver dedicato “una marginale presenza”  alle nuove liste che si sono presentate alle elezioni.
E’ arrivata subito la replica da Viale Mazzini che definisce “insussistente il presupposto della sanzione” e annuncia che “impugnerà il provvedimento dell’Agcom nelle sedi competenti”.
Non è però finita qui, perché l’Agcom ha anche in corso un’istruttoria sullo stop ai talk show politici della Rai fino al voto delle Regionali. Il procedimento ormai sarebbe alle fasi finali, tanto che si mormora che la decisione, da parte del Consiglio, potrebbe arrivare a breve.
Nel polverone pre-elettorale arriva anche la notizia che Silvio Berlusconi è stato iscritto oggi nel registro degli indagati della procura di Roma nel’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni che sarebbero state esercitate per sospendere il programma “Annozero”.
E’ troppo presto per sapere come andrà a finire, sia sul fronte delle indagini appena aperte a carico del presidente del Consiglio sia sul fronte dell’equilibrio informativo nei telegiornali italiani. La certezza, al momento, sembra solo una: si è fatto di tutto per non parlare di elezioni, di candidati, soprattutto di programmi e di problemi. Perché l’interesse di chi comanda è nascondere la realtà. E a furia di farlo potrebbe far credere qualsiasi cosa agli italiani.

Marianna Lepore

 
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