Il lavoro oggi: una chimera (1)

ultimidatidisoccupazione270509L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Così recita il primo articolo della Costituzione italiana. Eppure, oggi, l’Italia è molto più vicina ad essere una Repubblica democratica fondata sulla disoccupazione. I dati allarmanti non riguardano solo i giovani in cerca di prima occupazione, ma anche gli ex dipendenti a tempo indeterminato. 

Il “nuovo disoccupato” è maschio, ha tra i 35 e i 40 anni, un livello di istruzione non superiore alla licenza secondaria e risiede nel Centro Nord. Il più delle volte è sposato o convive e magari, proprio per il tipo di contratto che aveva, non prevedeva di finire nella categoria dei senza lavoro come i suoi fratelli minori.
La crisi ha quindi una novità: questa volta a perdere il lavoro sono anche i padri di famiglia che sulle spalle hanno qualche altra bocca da sfamare. I dati Istat parlano chiaro: dal 1995 è la prima volta che il numero dei disoccupati supera quello degli occupati. Non che fosse una grande notizia anche perché il Centro studi di Confindustria aveva già ipotizzato che tra il secondo trimestre del 2008 e la seconda metà del 2009 ci sarebbe stata una perdita di 600 mila posti di lavoro, portando il tasso di disoccupazione all’8,4%.

Eppure, dati alla mano, il Governo non ha pensato che fosse il caso di fare dei provvedimenti per venire incontro ai tanti giovani sulla strada, gli stessi che negli altri paesi europei sono aiutati con assegni mensili (magari dal compimento del 18esimo anno), per fare in modo che raggiungano la propria indipendenza il prima possibile.

Dalle nostre parti invece bisogna aspettare un appello del cardinale Bagnasco che l’altro giorno ha affrontato la tematica del lavoro e ha detto che in questo momento storico a soffrire di più sono i lavoratori precari per i quali “gli ammortizzatori previsti sono davvero modesti”.
Tanto modesti che se perdi il lavoro, a volte, è anche inutile provare a fare la domanda di disoccupazione perché non tutti i contratti rientrano in quelli per cui è previsto un sussidio.

L’Italia è sì fondata sul lavoro, ma c’è lavoro e lavoro.

(continua)

{sharethis}

Marianna Lepore

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>