Skype, forse addio

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Skypepotrebbechiudere040809All’inizio sembrava fantascienza: parlare stando seduti davanti ad un pc, guardarsi negli occhi pur essendo in due continenti diversi e soprattutto fare tutto questo senza spese folli ma solo attraverso una connessione internet. Alzi la mano chi non ha mai usato Skype  o non ne ha sentito parlare. Decisamente pochi. Ora però il servizio potrebbe essere in crisi.

E con Skype potranno essere in crisi i 480 milioni di abbonati che lo hanno utilizzato negli anni, affidandogli l’8% del traffico telefonico internazionale. Comprato da eBay nel 2005 per 2.6 miliardi di dollari, l’acquisto non si è verificato produttivo per il sito di aste online perché i ricavi non sono aumentati e Skype si è poi svalutato quasi della metà del suo valore nel giro di un solo anno.
Ora a mettere a rischio il popolare software VoIP sono i suoi stessi fondatori. Niklas Zennstrom e Janus Friis sono convinti che le connessioni tramite Skype siano agevolate dall’utilizzo di una particolare tecnologia Joltid, concessa in licenza a Skype. Ma il contratto non darebbe la possibilità di modificare nessuna stringa di codice, cosa che invece Skype ha fatto, non rispettando i vincoli.
I nuovi gestori di Skype avrebbero quindi violato il copyright di Joltid e questa trasgressione potrebbe avere ripercussioni tali da far chiudere definitivamente il servizio. Per saperlo bisognerà attendere il giugno dell’anno prossimo, quando ci sarà l’udienza, ma è certo che il mondo internettiano si è scatenato alla notizia.
Se il fornitore di software vincesse la causa, eventualità ritenuta probabile da alcuni analisti, eBay si troverebbe a dover rimpiazzare la tecnologia.

Il celebre sito d’aste starebbe già testando, secondo alcuni, il funzionamento di un software proprietario che potrebbe sostituire il più amato Skype.  Ma questa applicazione sarebbe, secondo alcuni, più grezza e meno affidabile dell’orginale.
La situazione in futuro potrebbe quindi essere complicata per gli adepti delle telefonate via internet e allora, prima della sentenza di giugno, non resta che approfittarne e fare tutte le telefonate possibili.

Marianna Lepore