Fino all’ultima Lira

Lira_2012addioA dieci anni da quel passaggio che a molti è sembrato epocale, in giro ci sono ancora 2.500 miliardi di Lire. La moneta che dal 1° marzo del 2002 non può più essere utilizzata per fare acquisti di qualsiasi genere sta per dire definitivamente addio. Dal 1° marzo 2012, infatti, andrà in pensione e non potrà più essere cambiata nemmeno nelle filiali della Banca d’Italia. Che fare quindi? Affrettarsi a recuperare e cambiare quelle preziose banconote o decidere di darle in beneficienza.

L’importante è non far passare invano altro tempo utile perché se anche dovessimo decidere di impiegare in qualche modo quei soldi dopo il 1° marzo 2012 non potremmo fare altro che metterli sotto vetro sperando che in futuro acquistino valore. Secondo le stime di Bankitalia la cara vecchia moneta sarebbe ancora nelle mani di alcuni nostalgici, qualche collezionista e soprattutto di molti possessori inconsapevoli. Perché magari quell’armadio o quel cassetto sono dieci anni che non viene aperto e quelle scatole lì in fondo saranno state spostate l’ultima volta almeno nove anni fa. Abbastanza per non chiedersi più se dentro c’è ancora qualcosa di importante. Magari dentro c’è ancora uno di quei vecchi salvadanai, quando le piccole monete avevano un valore importante per i bambini di casa. È arrivato il momento di romperlo e cambiare i soldi che ci sono dentro: 1 miliardo e 300 milioni di euro (in lire) sono ancora nascoste da qualche parte. Tra i tagli di banconote più ricercati il primo posto tocca alle banconote da mille Lire con 196,2 milioni di pezzi equivalenti a ben 196 miliardi di Lire, seguite dai circa 12 milioni di pezzi dei biglietti da 100 mila per un  totale di 1.190 miliardi di Lire. Seguono i tagli da 500mila Lire con 300mila pezzi nascosti (pari a 150miliardi di Lire), le 10mila Lire con 40,6 milioni di pezzi, le 5mila con 30,9 milioni di banconote occultate e le 2 mila lire con 21,6 milioni di pezzi.
Cosa fare quindi? Fino al 28 febbraio del 2012 è possibile presentarsi con questi soldi nelle filiali della Banca d’Italia: ad oggi in ognuna delle 55 tesorerie di Bankitalia dislocate sul territorio nazionale si cambiano lire per 200 euro al giorno. Con questo ritmo alla scadenza del 31 gennaio si arriverebbe a convertire circa 10 milioni di euro.  Veramente poco rispetto all’entità ancora disponibile. Per molti, poi, potrebbe essere molto più comodo portare quella cifra in uno dei più vicini tra i 18mila sportelli di varie banche che aderiscono alla campagna “L’Ultima Lira”, promosso da Prosolidar, il fondo nazionale del settore del credito per progetti di solidarietà, con Emergency, Biblioteca Vaticana, Terre des Hommes e all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).
I soldi raccolti, entro il 31 gennaio 2012, serviranno a sostenere il centro pediatrico di Emergency a Bangui, nella Repubblica Centraficana, per offrire cure ai bambini fino a 14 anni; ad aiutare l’UNHCR a portare acqua, cibo e beni di prima necessità oltre a cure mediche alle migliaia di persone che fuggono da una terribile carestia che sta colpendo la Somalia; a sostenere in sette diversi paesi le Case del Sole di Terre des Hommes che offrono protezione dalla violenza, cibo e cure mediche a oltre 3000 bambini; a sostenere il progetto della Biblioteca Vaticana di destinare l’antico Salone Sistino a nuova sala di lettura e ad aiutare Prosolidar a restituire alla città di Napoli i beni sequestrati alla malavita organizzata per essere utilizzati per fini sociali. Basterà mettere queste banconote in una busta e consegnarle alle casse dei più vicini sportelli di banca.
Lo slogan accattivante della campagna recita che questa raccolta fondi “non costa un euro”. In fin dei conti se ne abbiamo fatto a meno fino ad oggi, non ci costerà nulla liberarci di queste banconote e fare in modo che la vecchia amata Lira riesca ad avere un’ultima possibilità prima di andare in pensione.

Marianna Lepore

 
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