Lavorare in Europa: da dove cominciare?

“Ho deciso: vado a lavorare all’estero!”. Chissà in quanti se lo saranno detti almeno una volta nella vita. Ma, presa seriamente la decisione, il problema  è: da dove cominciare? La più classica delle alternative è prendere la valigia e partire per il Paese prescelto, magari potendo contare su qualche parente, amico o conoscente già presente sul posto.

In questo caso bisogna mettere comunque in conto che ci vorrà un po’ di tempo prima di trovare il tipo di lavoro desiderato, a meno che non si decida di trasferirsi solo per migliorare la lingua e si sia disposti ad accettare qualunque tipo di impiego. Per chi invece vuole partire con le idee più chiare e mettere a frutto all’estero la sua professionalità, è interessante dare un’occhiata alle opportunità offerte dai Paesi dell’Unione Europea.

Lavorare in Europa oggi è infatti ormai molto più semplice, a livello burocratico, rispetto a mete come gli Stati Uniti o l’Australia. In quanto cittadini dell’Unione, infatti, abbiamo il diritto di studiare, formarci e lavorare in ognuno dei 27 Paesi membri. Ed è la stessa Unione Europea a offrire, in particolar modo ai giovani, diversi programmi di mobilità internazionale. Quello più importante è il Lifelong Learning Programme, che prevede quattro sotto – programmi specifici: oltre al famoso Erasmus, dedicato agli universitari, il Comenius  (per studenti delle scuole superiori, docenti e futuri insegnanti), il Grundtvig (educazione degli adulti) e il Leonardo Da Vinci.

Quest’ultimo, che si occupa nello specifico di formazione professionale,  offre opportunità molto interessanti per diplomati, laureati o comunque disoccupati  disponibili sul mercato del lavoro: si tratta in pratica di effettuare un tirocinio all’estero presso un ente o un’azienda operante nel settore di propria competenza. Di solito il tirocinio non è pagato, ma formazione, vitto e alloggio sono gratuiti e spesso si può usufruire anche di un contributo mensile a titolo di rimborso spese. Per candidarsi  occorre tenere d’occhio i bandi pubblicati dagli enti promotori dei vari progetti di mobilità che rientrano all’interno del programma Leonardo. Purtroppo non esiste un sito ufficiale che raccoglie tutti i bandi a cui è possibile partecipare in un determinato periodo. Il sito ufficiale del programma contiene infatti solo l’elenco degli enti a cui sono stati approvati i progetti. La cosa migliore è scaricare la lista (cliccando su Borse 2008-2010) e controllare sui siti dei singoli enti quali sono le opportunità al momento disponibili. Requisito indispensabile per candidarsi è la cittadinanza italiana. Gli altri requisiti, così come le modalità di svolgimento e la durata dei tirocini, variano invece a seconda dei bandi di selezione.

Chi invece preferisce cercare lavoro da sé, può collegarsi al portale della rete Eures, che ha come obiettivo quello di favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro a livello europeo. Nell’area ‘Candidati’ è possibile inserire il proprio curriculum e visualizzare offerte di lavoro in tutti i Paesi dell’Unione, in quelli dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Liechtenstein e Islanda) e in Svizzera. Oltre al portale, Eures mette a disposizione su tutto il territorio europeo una rete di consulenti che spesso collaborano con le aziende estere, permettendo ai candidati,  in alcuni casi (soprattutto quando si tratta di grandi selezioni), di poter effettuare un primo colloquio nel proprio paese d’origine.

Per coloro che desiderano seguire un percorso più istituzionale, può essere un’opportunità interessante effettuare un tirocinio presso uno degli organismi dell’Ue. La sezione ‘Istituzioni’ del portale dell’Unione contiene link ai siti delle singole istituzioni, organismi, e agenzie. Quasi tutti hanno sezione dedicata ai tirocini: Parlamento, Consiglio dell’Unione Europea, Commissione, Corte di Giustizia, Corte dei Conti, Garante per la protezione dei dati personali. Di soliti i tirocini si svolgono due volte l’anno e per poter accedere alle selezioni occorre candidarsi almeno sei mesi prima.  Ognuno di questi siti alla voce ‘Assunzioni’ offre, inoltre, informazioni sui requisiti necessari per poter lavorare presso le istituzioni e sulle selezioni in corso. Anche il sito della Banca Centrale Europea contiene un link che segnala tutte le opportunità di lavoro disponibili in un determinato momento. Un’altra strada può essere quella di rivolgersi agli organi consultivi come il Comitato Sociale ed Economico Europeo, o alle varie agenzie comunitarie o esecutive decentrate sul territorio dell’Unione. Bisogna solo avere un po’ di pazienza: visitare ognuno dei siti e cliccare sulle voci ‘job opportunities”, ‘traineeship’ o ‘vacancies’. Laddove non sia presente nessuna di queste voci, si può sempre presentare un’autocandidatura, inviando curriculum e lettera motivazionale in una delle lingue di lavoro dell’Ue (preferibilmente inglese o francese).

Se la decisione di partire è motivata principalmente dal desiderio di migliorare la lingua e immergersi nella cultura e nella vita quotidiana di un altro Paese, allora un’ottima alternativa, soprattutto per le ragazze, può essere quella di lavorare come “au pair” presso una famiglia. Il lavoro alla pari è un classico delle esperienze all’estero: la famiglia ospitante offre vitto, alloggio e un piccolo compenso settimanale. L’au pair in cambio, con una disponibilità di circa 5 ore al giorno, si occupa dei bambini e dà una mano nelle faccende domestiche più leggere. Di solito i requisiti base richiesti sono: età tra i 18 e i 30 anni, non essere sposati, non aver figli e avere una conoscenza almeno basilare della lingua del paese dove si vuole soggiornare. In Italia ci sono tante agenzie e associazioni che si occupano di collocare ragazzi alla pari. Tra queste Au pair International, Celtic Childacare Agency, Arce, World Travellers.

 
Letizia Cavallaro
 
{sharethis} 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>