Non è un paese per giovani

disoccupazionedatiIstatBrutte notizie quelle diffuse oggi dall’Istat che ha registrato in Italia una crescita della disoccupazione dello 0,2% rispetto al gennaio 2010. A inizio 2011 il tasso di disoccupazione italiano si attesta per il terzo mese consecutivo all’8,6% e continua a crescere il tasso di disoccupazione giovanile: arrivato ormai al 29,4%, il livello più alto dal 2004.

Gli occupati sono diminuiti di 83.000 unità rispetto al solo mese di dicembre ma nel frattempo sono cresciuti gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, cioè quelli che non hanno ma non cercano nemmeno un lavoro, arrivati a 80 mila unità. E anche in questo caso pesa la differenza di genere con una penalizzazione che colpisce sempre le donne: l’occupazione maschile è in calo rispetto a dicembre dello 0,3% e dell’1,3% su base annua mentre quella femminile è in diminuzione dello 0,5% su mese ma in aumento dello 0,7% su anno.
Così cresce anche il nostro tasso di inattività, arrivato al 37,8% dopo tre mesi in cui era riuscito a essere fermo al 37,6%.
Eppure secondo i ricercatori di Openpolis i nostri parlamentari invece di cercare di affrontare un problema grave come quello della disoccupazione giovanile che riguarda ormai tutte le famiglie italiane, preferiscono dedicare molto più tempo alle questioni di diritto penale, che ai cittadini comuni interessano poco. Addirittura l’impegno legislativo per regolamentare lotterie e concorsi a premio risulta tre volte maggiore di quello destinato alla lotta al precariato.
Come se non bastasse non è solo il lavoro a pesare sugli italiani. A febbraio è anche record inflazione: secondo i dati provvisori dell’Istat si e’ attestata al 2,4%, con una crescita dello 0,3% rispetto a gennaio. Sul dato pesano gli aumenti di generi alimentari (la frutta fresca è salita dell’1,8% in un solo mese) e carburanti, spese quindi quotidiane per le famiglie. E proprio l’aumento del prezzo della benzina (che ha registrato una crescita annua dell’11,8%) rischia di non fermarsi nel breve termine, anzi di crescere ancora viste le turbolenze nel mondo arabo.
E nel resto d’Europa? La situazione è decisamente migliore in Germania, dove il tasso di disoccupazione è sceso al 7,3% nel mese di gennaio, ai minimi dal 1992. Un lieve calo della disoccupazione anche nel resto d’Europa, ma la media è del 9,9 per cento, quindi ai livelli massimi dall’introduzione dell’euro.
Dati che allarmano tutta Europa e dovrebbero allarmare anche i politici italiani più delle leggi sulla giustizia, visto che la disoccupazione sta travolgendo un’intera generazione.

Marianna Lepore


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>