Realtà e televisione

immigrati al lavoro

Uno studio della Banca d’Italia ha rilevato che gli immigrati non “rubano” affatto il lavoro agli italiani, ma anzi hanno aiutato determinate categorie a raggiungere opportunità altrimenti impossibili. I lavoratori italiani più qualificati e istruiti ad esempio hanno potuto accedere a un numero maggiore di lavori gestionali e amministrativi. Le donne hanno beneficiato della presenza di colf e badanti stranieri che hanno alleggerito il loro carico di lavoro domestico aumentando l’offerta di lavoro femminile.

Lo studio è in realtà piuttosto ovvio, ma in questa Italia dove la propaganda di regime ha reso popolare l’idea che gli immigrati siano tutti potenziali criminali fino a criminalizzarne effettivamente una gran parte con una legge vergogna, dire queste cose non è banale. Eppure nessuno che abbia anche una minima concezione di economia può ignorare il fatto che l’immigrazione porta grande ricchezza a un paese. Gli Stati Uniti in passato hanno creato la loro fortuna e la loro ricchezza proprio con l’immigrazione. Gli immigrati oltre a creare abbondanza di manodopera a basso costo creano naturalmente con la loro semplice presenza nuovi consumi. E infatti la realtà è che se l’immigrazione non creasse ricchezza semplicemente non ci sarebbe. Se gli immigrati una volta arrivati in Italia non riuscissero a trovare nessun tipo di lavoro se ne andrebbero nel giro di poco tempo. Ma la realtà è che il 67% degli immigrati lavora, una percentuale superiore di 9 punti percentuali rispetto agli italiani. Gli immigrati portano ricchezza e non aumentano affatto il crimine, come dimostrano le statistiche globali sul tasso di criminalità italiano negli ultimi vent’anni. 

Ma la realtà è una cosa, la propaganda un’altra. Se la televisione avesse sempre detto la verità sul nostro presidente del consiglio lui non sarebbe mai divenuto tale. Se la televisione raccontasse le centinaia di migliaia di storie di immigrati che lavorano e che si sono integrati invece di parlare soltanto di crimini commessi da immigrati la percezione dell’immigrazione presso il pubblico italiano sarebbe molto diversa. Se la televisione dicesse cosa accade in Libia agli immigrati respinti, niente potrebbbe giustificare i respingimenti. 
Se in Italia ci fosse un vero giornalismo libero, se la maggior parte dei giornalisti italiani non avesse venduto la propria professionalità alla propaganda più bieca, come invece ha fatto. 
Ma alla fine dei conti è tutto fumo negli occhi. Il decreto sicurezza non potrà espellere 1 milione di persone. L’immigrazione non si fermerà perché è un processo storico irreversibile, e perché tantissimi, soprattutto nelle zone dove la Lega prende tanti voti, hanno da guadagnarci moltissimo con l’immigrazione. Nel 2002 il precedente governo Berlusconi ha emanato la Bossi-Fini, la legge che ha creato 1 milione di clandestini perché prevede la perdita del permesso di soggiorno quando si perde il lavoro. Ma poco prima che la legge entrasse in vigore lo stesso governo ha regolarizzato 650.000 immigrati. In televisione si dice una cosa ma nella realtà se ne fa un’altra. 
Il problema è che a forza di inventare la realtà in televisione si finisce per perdere il contatto con essa. Cosa accadrà adesso nell’edilizia, nell’agricoltura e nell’industria se i tantissimi immigrati che ci lavorano non saranno regolarizzati? e nelle carceri e nei centri di identificazione, che già stanno scoppiando? La propaganda non ha una risposta a queste domande. 

Francesco Defferrari 

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