Il capitalismo così com’è

manifesto dell'800 contro il capitalismo

Il recente G20 di Toronto si è concluso con una sola decisione, quella di ridurre il deficit nei conti pubblici dei paesi ricchi per evitare un crollo del sistema finanziario, e una generica condanna della corruzione che probabilmente non porterà a nessuna misura concreta, certamente non in Italia. La conclusione in parole povere è che il capitalismo deve essere salvato e mantenuto così com’è, senza nessun cambiamento.

Non c’è traccia di un tentativo di limitarne gli aspetti negativi, tentare di migliorarlo, e non c’è nessuna differenza in questo atteggiamento a seconda del colore politico dei singoli governi. E’ la riprova che la sinistra classica è culturalmente e politicamente scomparsa dalla scena internazionale, e non se ne vede una nuova all’orizzonte. Il presidente americano Obama si discosta in parte da questa impostazione e promette invece di mettere un limite al potere delle banche e di aumentare la spesa pubblica per sostenere la ripresa. Ma non bisogna dimenticare che negli Stati Uniti le differenze di ricchezza sono molto più grandi che in Europa e lo stato sociale molto più debole. Nel mondo, nonostante la crisi, i ricchi stanno sempre meglio e quindi non sono certamente preoccupati. In Europa i tagli del deficit previsti saranno tagli allo stato sociale. Le differenze di ricchezza all’interno della società continueranno ad aumentare, e finora è molto dubbio che Obama prenderà davvero misure efficaci per evitarlo. 
Nessuna traccia negli incontri del G20, presenti e futuri, di aiuti ai paesi poveri, tasse sulle banche, sulle speculazioni e sulle rendite finanziarie, ricostruzione dell’economia per renderla più sostenibile dal punto di vista energetico, ambientale e sociale. Nessuna misura per limitare i combustibili fossili proprio mentre il Golfo del Messico continua ad essere avvelenato dal petrolio. 
Nessun cambiamento, e perché mai dovrebbe esserci, se i privilegiati del mondo, che hanno un controllo diretto sui governi, stanno sempre meglio? Fuori dai cancelli del potere i dimostranti sono ancora molto pochi, imprigionati tra la repressione gratuita e la violenza fine a se stessa, che non serve né a spaventare i potenti né a proporre un mondo diverso. 
Perché in fondo i pochi che hanno un vero interesse a mantenere il mondo così com’è, e anche peggio, sono uniti e concordi. Mentre la stragrande maggioranza, che dallo stato delle cose ha molto da perdere, è divisa, chiusa nel proprio piccolo mondo di sopravvivenza quotidiana e drogata dalla propaganda televisiva. E fino a quando i cittadini consapevoli resteranno pochi e divisi, il capitalismo potrà continuare ad andare avanti così com’è. 

Francesco Defferrari

 
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