Economia di rapina

Il capitalismo non funziona

Il capitalismo ha funzionato bene in occidente perché pur essendo un sistema profondamente ingiusto e basato su ingiustizie storiche è riuscito a produrre benessere per gran parte della popolazione. Inoltre il sistema riesce a dare l’illusione che chiunque, se intelligente, fortunato o molto bravo, possa diventare ricco. Naturalmente è una stupidaggine. Soprattutto in Europa la gran parte della ricchezza si tramanda di padre in figlio dai tempi dell’Impero Romano.

 La mobilità sociale, gli uomini che “si sono fatti da soli” sono in genere una sparuta minoranza. La maggioranza di quelli che pur venendo da una famiglia povera diventano ricchi nel capitalismo sono in genere profittatori di guerra, trafficanti di droga o imprenditori che hanno fatto un uso esteso di mezzi illeciti. E poi ci sono sportivi, attori e prostitute di successo.
Gli altri in gran parte restano dove stavano. Ma nonostante questo il capitalismo è riuscito davvero a produrre benessere in occidente. Come ci è riuscito? grazie al colonialismo e al neocolonialismo. La rapina sistematica delle risorse naturali di Africa, Asia e America del Sud ha permesso all’occidente di diventare sempre più ricco. Il sistema funziona così: ci si mette d’accordo con una piccola elite locale per avere materie prime ad un costo irrisorio. L’elite locale si arricchisce, il resto della popolazione locale subisce il furto delle proprie ricchezze naturali e si impoverisce.
La nostra ricchezza è fondata sul sangue, la rapina e la fame del resto del mondo, ma in questo modo in occidente le condizioni di vita di operai e contadini sono migliorate e così è stata evitata una rivoluzione in occidente per ridistribuire le ricchezze concentrate nelle mani di pochi da tempi immemorabili. Una rivoluzione che altrimenti sarebbe stata inevitabile. Ma con gli anni il sistema ha prodotto anche sempre maggiore concentrazione di ricchezza: le grandi imprese e le grandi industrie hanno fagocitato quelle piccole continuamente, per aumentare i profitti. Inoltre il benessere delle classi povere in occidente è aumentato troppo, tanto che alla fine non si trovavano più operai disposti a lavorare per un tozzo di pane. Qui entra in gioco l’immigrazione, una manna per il capitalismo perché permette di avere abbondanza di forza lavoro a basso costo anche in occidente. Il problema di tutto questo sistema risiede nella sua natura: l’imperativo categorico di aumentare sempre i profitti. Sfruttare il lavoro sempre di più. Creare strumenti finanziari per scommettere su profitti futuri che ancora non esistono. Produrre, produrre, costruire case che non servono, vendere prodotti di cui nessuno ha bisogno. Ma l’obiettivo di risparmiare sempre sul costo del lavoro eppure vendere sempre di più alla fine crea un corto circuito nel sistema: i lavoratori impoveriti non sono buoni consumatori. E così il sistema va in crisi
Eppure adesso si dice che la crisi è finita, ma l’occupazione non risale. Come è possibile che la crisi sia finita se moltissima gente non ha lavoro e quindi non può consumare? Semplice, sono i governi a consumare. Le spese dei governi per sostenere l’economia permettono alle industrie e alle imprese di ripartire. Bisogna riflettere un attimo su cosa significa questo per le persone comuni, quelle che non hanno yacht o 6-7 ville in giro per il mondo: il capitalismo finanziario crea la crisi con le sue speculazioni follli e le sue rapine sistematiche, ma non ne subisce alcuna conseguenza, perché ci sono i soldi delle nostre tasse pronti a salvargli il culo.
Ora se alla fine l’occupazione riparte la crisi sarà passata e tutto continuerà come prima, fino alla prossima. Si parla ogni tanto di riformare il sistema, ma per farlo bisognerebbe cancellare le banche e i mercati finanziari, che trafficano in denaro che non esiste. La logica del profitto in continuo aumento dovrebbe essere abolita in favore di altre logiche, come uno sviluppo sostenibile per tutto il mondo. 
Ma nessun politico al mondo ha intenzione di fare qualcosa del genere. E niente cambierà fino a quando un gran numero di esseri umani non si renderà conto che a detenere il 50% della ricchezza mondiale è solo il 2% della popolazione, mentre la metà più povera degli esseri umani ha solo l’1% della ricchezza mondiale. E soprattutto, che tutta questa sproporzionata ricchezza non l’hanno guadagnata onestamente, ma l’hanno rubata a qualcun altro

Francesco Defferrari

 
  

       

 

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