La tragica illusione

Il lavoro manca o è precario per molti giovani in Europa, soprattutto in Italia e in altri paesi dell’europa meridionale. Il lavoro manca molto di più ed è molto più precario e mal pagato nel sud del mondo. La ricchezza prodotta ogni anno in tutto il pianeta ammonta a quasi 60.000 miliardi di dollari, circa 10.000 dollari all’anno per ogni essere umano vivente, neonati compresi. Una cifra che sarebbe più che sufficiente perché tutti possano vivere bene. Invece questa ricchezza è distribuita in modo così diseguale che nel mondo ci sono uomini che non hanno letteralmente niente, e muoiono di fame.

Mentre gli uomini più ricchi del pianeta, quelli con proprietà nell’ordine delle decine di miliardi di dollari, hanno nelle loro mani la ricchezza che sarebbe sufficiente a garantire una vita dignitosa a decine di milioni di persone. Ma la loro ricchezza non nasce dal nulla. E’ stata creata dal lavoro di milioni di persone che tuttavia beneficiano solo in minima parte di questa ricchezza, anche se essa non potrebbe esistere in assenza del loro lavoro. Ma la percezione di questa mostruosa ingiustizia è scomparsa dal mondo e ormai la maggioranza degli abitanti del pianeta pensa che tutto questo sia normale. 
Tutto questo lavoro e questa produzione di ricchezza potrebbe servire appunto a garantire a tutti una buona vita, invece l’abbondanza viene sprecata per produrre un enorme numero di oggetti di consumo fondamentalmente inutili. Questi oggetti producono a loro volta un enorme inquinamento ed enormi quantità di rifiuti. Anche i poveri del mondo desiderano godere dei vantaggi del consumismo che si ha nei paesi ricchi, e le persone “normali” dei paesi ricchi vorrebbero poter godere del consumismo sfrenato di cui beneficiano i super ricchi. Si tratta di un desiderio impossibile e profondamente sbagliato. Gli stati si preoccupano quando la loro crescita rallenta come se fosse normale l’idea di crescere all’infinito. Invece la crescita ha dei limiti nelle risorse del nostro pianeta, che non sono infinite. 
Con le tecnologie moderne sarebbe già possibile, perfino facile, permettere a tutti di vivere bene lavorando poco e utilizzando solo risorse rinnovabili. Invece abbiamo un mondo completamente impazzito, che promette a tutti futura ricchezza anche se sarebbe necessario distruggere altri 10 pianeti per garantire a tutti il benessere di cui gode il cittadino medio di un paese ricco. Ma anche avendo altri 10 pianeti da distruggere sarebbe comunque impossibile garantire a tutti il consumismo perché il sistema è fondato sulla rapina delle risorse e sullo sfruttamento del lavoro dei paesi più poveri. 
Il sistema non potrà mai garantire a tutti lavoro, benessere e consumismo, soltanto ricchezza a pochissimi, benessere a una minoranza e miseria alla maggioranza. Il “progresso” come è inteso oggi è peggio di un vicolo cieco, è una strada per l’autodistruzione. L’unica via sarebbe quella della decrescita, lavorare meno, produrre meno, guadagnare meno, consumare meno. Ma chi mai vorrà intraprendere una simile strada, direttamente opposta a tutte le menzogne spacciate da pubblicità e televisione? I potenti del mondo che sfruttando questo sistema navigano nel lusso? I privilegiati cittadini dei paesi ricchi abituati alle loro comodità? Non ci sarà mai lavoro per tutti, benessere per tutti, felicità per tutti, in questo sistema economico. Il massimo che l’attuale sistema economico può fare è danneggiare, forse in modo irreparabile, l’unico pianeta che abbiamo. Siamo su un treno lanciato a velocità folle dove tutti dicono che chi guida sicuramente sa quello che sta facendo. Ma tutti stanno mentendo agli altri e a se stessi. Nessuno sta guidando, e l’abisso è sempre più vicino.

Francesco Defferrari

 

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