Il debito pubblico non molla

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bancaditalia_debitopubincrescitaIl mondo politico è ancora in subbuglio dopo la dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano. La destra fa fronte comune con il leader Berlusconi che non si risparmia di attaccare la magistratura nemmeno all’assemblea degli industriali di Monza, dove assicura di avere un gradimento personale del 68%. Così tra un attacco alla magistratura e uno al presidente della Repubblica, per gli italiani arriva una nuova cattiva notizia sul fronte economico.

 

Secondo il supplemento al Bollettino Statistico della Banca d’Italia, ad agosto il debito è salito raggiungendo i 1.757,534 miliardi a fronte dei 1.754,175 miliardi di luglio e dei 1.666,605 miliardi dell’agosto 2008.
Il debito pubblico nel nostro paese è destinato, quindi, a non scendere. Almeno non con la politica economica adottata nell’ultimo periodo, che è stata molto più attenta a fare tagli piuttost o che vere riforme di settore.
Anzi, secondo i dati di Palazzo Koch, le entrate fiscali dei primi otto mesi dell’anno si sono attestate a 250,961 miliardi di euro, il 2,5% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Proprio ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento alla Sapienza di Roma aveva lanciato l’allarme, indicando che “il volume della spesa pubblica ha largamente ecceduto i limiti di un indebitamento normale e tollerabile”. Si era quindi auspicato che venisse condotta sotto controllo e soprattutto che venissero applicate altre priorità nella distribuzione dei fondi pubblici. Ad esempio un maggiore investimento nella ricerca, per cui negli ultimi venti anni vi è stata una continua caduta dei fondi. “Abbiamo un ritardo serio da colmare” ha detto il Capo dello Stato, ma le sue parole da questo Governo non sono particolarmente ascoltate.
Vigilare sull’andamento della spesa pubblica, ma con l’attenzione rivolta alla qualità e alla selezione degli interventi in settori fondamentali nei quali non si può procedere solo con la logica dei tagli. Parole che oggi, dopo la notizia del debito pubblico in continua crescita suonano ancora più importanti. Ma non sembra che il Governo sia particolarmente preoccupato dal debito pubblico. Ci sono tematiche che, secondo il centro destra, interessano molto di più gli italiani: ad esempio il passaggio al presidenzialismo, la stampa in mano alle forze di sinistra o la magistratura che decide di emettere sentenze applicando la legge.
C’è da stare certi che il problema economico non sarà per nulla preso in considerazione.

Marianna Lepore


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