E’ ora di pagare

E’ arrivato il momento di pagare i costi della crisi e devono farlo i cittadini comuni. Quelli che in questi anni hanno lavorato per qualcun altro, o in una propria attività, hanno perso il lavoro o ne hanno iniziato uno nuovo. Storie diverse con un solo denominatore comune: non hanno utilizzato soldi pubblici per fini personali né per ottenere amicizie e voti, non hanno speculato sui mercati internazionali con titoli fasulli privi di valore reale.

Eppure i cittadini che queste cose non le hanno fatte, in Italia come in Europa e in tutto il mondo, dovranno pagare i costi della crisi creata da coloro che queste cose le hanno fatte, per anni e anni, praticamente da sempre. Pagheranno, e stanno già pagando, con i tagli ai loro salari e alle loro pensioni, con i tagli alla sanità e ai servizi pubblici. Pagheranno caro e pagheranno tutto e su questo non vi è dubbio alcuno. Perché la finanza e la politica, quelli che hanno creato la crisi, sono anche quelli che comandano e il maggior vantaggio del comando è appunto quello di poter scaricare i propri errori su chi non comanda. 
Il mondo, solo quello occidentale, vive un benessere mai conosciuto prima nella storia dell’umanità, in quanto a ricchezza di beni materiali e immateriali e alla possibilità di scambiarli. Vale anche per l’Italia, che non era di certo così ricca venti o trent’anni fa. Le classi medie probabilmente non finiranno nella povertà dall’oggi al domani, a meno che il sistema non crolli all’improvviso, ma certamente le differenze di ricchezza nella popolazione italiana aumenteranno a favore dei pochi che già possiedono la maggior parte delle risorse. E’ questa la direzione in cui sta andando il capitalismo in tutto il mondo, e non c’è niente e nessuno che stia cercando di contrastarlo. 
Nessuno disposto a lottare per trovare un sistema migliore, visto che in fondo a molti va bene così: è ovviamente perfetto per chi ci guadagna molto ed è comunque accettabile per chi riesce ad avere accesso, almeno in parte, al benessere. E a nessuno importa della enorme parte dell’umanità che con il capitalismo muore di fame o sopravvive a stento, perché il loro peso politico, economico e sociale è praticamente nullo. 
Quindi ora gli italiani e gli europei, che comunque appartengono alla parte privilegiata e ricca dell’umanità, dovranno pagare per la crisi creata dalla finanza e dalla politica, cioè dai ricchissimi, e pagheranno senza protestare troppo, almeno fino a quando avranno le loro case, le loro auto e i loro televisori. E’ questa la ragione per cui il capitalismo funziona così bene per i pochissimi, l’1% degli esseri umani, che posseggono il 40% delle ricchezze globali: c’è un altro 19% dell’umanità, cioè noi, che è ben felice di sostenere il sistema a qualsiasi costo perché ha comunque accesso a un altro 40% della ricchezza mondiale. Dopo di noi viene il 30% dell’umanità, che ha soltanto il 19% della ricchezza, ma è comunque ben cosciente di essere molto più fortunata del restante 50% degli esseri umani, i miserabili che hanno soltanto l’1% della ricchezza globale.  

Francesco Defferrari

 
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