Class action per finta

giustiziaLa Class Action è la possibilità per un gruppo di cittadini di fare causa a un’azienda o a un ente pubblico quando ritengono di aver subito danni a causa di un certo comportamento. L’Italia è in pratica l’unico paese civile che non ha mai introdotto questa possibilità, probabilmente perché è esagerato dire che il nostro sia un paese civile. Il precedente governo di centrosinistra doveva introdurre la norma, ma poi non l’ha fatto.

L’attuale governo ha previsto due class action molto diverse, una contro l’amministrazione pubblica a una contro aziende e soggetti privati. La prima è stata appena annunciata dal ministro Brunetta ed entrerà in vigore con molta calma, tra gennaio e ottobre 2010 a seconda del settore pubblico. Prevede in pratica che i cittadini possano fare prima una diffida e poi un ricorso contro la pubblica amministrazione per ripristinare il corretto svolgimento di una funzione o l’erogazione di un servizio. Ma non prevede risarcimenti danni di nessun genere. Serve quindi soltanto per i casi meno gravi: un gruppo di cittadini può fare ricorso per ottenere un servizio mancante, ma non può ottenere il risarcimento dei danni derivati dalla mancanza di quel servizio. Che invece è previsto in tutti i paesi normali proprio per punire le amministrazioni pubbliche inefficienti. Non si può definire nemmeno una vera class action, è un nome che le è stato dato solo per motivi pubblicitari, è solo un ricorso per disservizi.
Per quanto riguarda la vera class action contro aziende private anche questa dovrebbe entrare in vigore nel 2010, ma è già stata rimandata diverse volte e non sarà retroattiva, quindi nessuno potrà chiedere i danni per i molti abusi avvenuti nel nostro paese negli ultimi 50 anni. Non sarà mai possibile una class action per i risparmiatori truffati nel crac Parmalat e per moltissimi altri casi gravissimi che in Italia vanno sempre impuniti. Inoltre la class action è prevista solo per gli utenti o i consumatori e non per i cittadini: questo significa che se un’azienda inquina e uccide persone che però non sono suoi utenti, non c’è alcuna speranza di ottenere giustizia. Il processo contro la Eternit infatti è partito soltanto grazie alla procura di Torino, mentre in tanti altri gravissimi casi di inquinamento come l’Ilva di Taranto le morti degli operai sono oggetto di una causa, ma non quelle dei cittadini, anche se i tumori in città sono raddoppiati a causa della diossina.
Ma sperare che la classe politica italiana faccia una legge decente per la class action è pura follia. L’unica speranza è che prima o poi il processo di integrazione dell’Unione Europea costringa anche il nostro disgraziato paese ad avvicinarsi agli standard degli altri paesi democratici e a rispettare le più elementari regole di giustizia. 

Francesco Defferrari

 

 

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