Chi paga questa Finanziaria? solo i redditi medio-bassi

Berlusconi e TremontiFinita la stagione dei proclami e delle facili illusioni, sembra, di colpo, dall’oggi al domani, che la compagine delle destre abbia compreso, dopo due anni di crisi, che, veramente, c’era la crisi! Incredibile: non ne hanno indovinata una!! Qualche mese fa strombazzavano che eravamo fuori dalla crisi e che l’Italia stava bene, rispetto alla situazione economica di tanti altri Stati europei, grazie alla lungimiranza delle destre e ad una politica di tagli, che, pur intaccando due settori importanti dello Stato, come Scuola-Università e forze dell’ordine, aveva salvato l’Italia!

Invece, non solo siamo dentro la crisi, dalla quale non siamo mai venuti fuori, ma, per non fare la fine della Grecia, si sono scomodati con un’altra finanziaria basata sui tagli operati in modo indiscriminato e non oculato ed analitico, ma per non dire equo e giusto, per come dovrebbe essere. 
Hanno bloccato da tempo il Patto di stabilità con gli Enti locali, danneggiando la stessa vita delle comunità cittadine; bloccano i contratti del pubblico impiego per altri due anni, che, sommati a i primi due, diventano quattro anni di attesa; hanno bloccato le finestre del pensionamento, tranne per coloro che hanno raggiunto il quarantesimo anno; evitando il rimborso a carico dei Comuni, impediranno ai cittadini il rimborso dell’Iva; nel meridione ed in tutte le aree svantaggiate creeranno danni, che avranno effetti deleteri sull’occupazione dei giovani e sulle famiglie, per mancanza di riforme strutturali sullo sviluppo. 
Questa finanziaria aumenterà le distanze tra le varie regioni del Nord e del Sud, marcando, ancor di pu’, la diversa velocità. La falsità del proclama di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, con l’aumento delle tasse, è un falso politico; infatti, le tasse graveranno tutte sul ceto medio-basso, costretto a sostenerle con i vari aumenti dei costi generalizzati della vita e con un abbassamento delle capacità di acquisto dell’euro.
Non solo; ma, i dipendenti del settore pubblico sosterranno la finanziaria, in quanto non avranno aumento di stipendi, per altri due anni, che, sommati ai primi due, diventano quattro; infatti: i mancati aumenti mensili diventano tasse effettive pagate allo Stato, là dove le fasce medio-alte ed i patrimoni dei ricchi, invece, non verranno scalfiti. 
Una finanziaria ad unico senso, ad un unico binario: LA SOFFERENZA DEL CETO MEDIO-BASSO. La finanziaria piace solo a chi l’ha prodotta; tutte le altre forze politiche, sociali, intellettuali, istituzionali e produttive non l’accettano; la Marcecaglia ed Epifani hanno detto che è monca di norme finalizzate alla ristrutturazione, per permettere la possibilità di inizio della ripresa ed uscire velocemente e prima dagli effetti della crisi. 

Se il governo, fin dal suo primo giorno, avesse iniziato la lotta agli evasori, nel modo in cui ha intenzione di fare adesso; se non avesse varato lo scudo fiscale, avrebbe ottenuto un risultato migliore; l’avere ignorato la gravità della crisi e pensato di usare denaro evaso, rientrato per condono, lo ha posto sui binari di una cattiva valutazione e leggerezza politica.
Costretti dagli effetti e dalla paura della crisi hanno riproposto il piano di tracciabilità, già sperimentato dal governo Prodi, naturalmente, visti i tempi, con un abbassamento del tetto dell’ammontare in denaro. Occorreva mirare i tagli verso altri settori, di vero spreco: doppi e tripli incarichi, di cui i politici delle destre che governano dimostrano una presenza ingombrante, eliminazione delle auto blu; maggiore fiscalizzazione delle entrate per tutti gli alti dirigenti, politici e per tutti gli alti papaveri, che credono di vivere mille anni, accumulando, per l’eternità, con un’avidità che è sempre crescente.
Tra le fasce che si sono arricchite e che continuano a farlo, e non sempre in modo onesto, occorre dirigere la tassazione, quella vera, quella che creerebbe la vera giustizia tra i vari ceti; costoro dovrebbero sopportare gli oneri maggiori degli effetti della finanziaria; invece, non è così; costoro vengono solamente scalfiti e nemmeno si accorgeranno della crisi. E gli oneri maggiori verranno sopportati dai meno abbienti. Se su queste voci non si interviene, oggi, che ci troviamo in un tempo di crisi e di pericolo vero, quando questa politica saprà ripulirsi e ripulire, prelevando il denaro là, dove gli sprechi si sommano ad una vita dispendiosa?
Perché la crisi e lo stato sociale devono essere sostenuti al 100% da tutti i lavoratori a stipendio fisso, come i salariati, i pensionati e gli stipendiati? Perchè ci dev’essere una differenza enorme, abissale ed incongrua tra le entrate di un manager e quelle di un lavoratore appartenente al ceto medio-basso? Nessuna finanziaria potrà essere accettata in un sistema fortemente disarmonico, informato su due velocità.
E’ grottesco insistere sull’ipocrisia di dire che non si applicheranno tasse, quando le disarmonie sociali evidenziano il fatto che basti un semplice aumento della benzina, per creare la crisi in milioni di famiglie oneste, che non sfuggono alla tassazione; mentre altri papaveri si godono l’esistenza e si tronfiano del non pagamento fiscale, permettendo alla loro famiglia lussi inutili e sprechi di denaro, senza curarsi minimamente dell’aumento del costo della vita.
Questa finanziaria è ad unico senso, perché colpisce le Regioni, le Province ed i Comuni, che si troveranno nell’impossibilità di soddisfare i bisogni del proprio territorio. Quindi, colpisce il popolo delle comunità che si vedrà aumentare la tassazione dai vari Enti locali. In questo modo l’ipocrisia politica si manifesterà come furbizia; infatti, se da un lato la maggioranza strombazza di non mettere tasse, dall’altra esse saranno poste dai vari Enti locali; in questo modo il governo crede, furbescamente, di dimostrare agli italiani di non avere nessuna colpa se gli Enti locali aumentano le tasse. Invece, non è così; gli Enti locali sono in rotta con il governo; il Direttivo dell’Anci ha preso posizione contro la finanziaria ed è in conflitto col governo, proprio per non avere la possibilità di far fronte ai vari impegni, perché questa finanziaria ha tagliato le risorse alle Regioni, Provincie e Comuni, costringendoli all’aumento delle tasse, là dove, invece, ufficialmente il governo delle destre dichiara di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini: una vera bufala!
Un escamotage per proclamare al popolo un’immagine non veritiera della politica delle destre, basata sul proclama di non porre tasse, ma di costringere gli Enti territoriali a farlo, in sua vece. Se avessero previsto in tempo la crisi, avrebbero dovuto evitare gli sprechi: con Alitalia sono stati sprecati tre miliardi; la spesa per l’acquisto dei beni e servizi dei ministeri è stata aumentata di 12 miliardi; il condono fiscale, che ha permesso l’ingresso di una spicciolata di miliardi, ha ottenuto realisticamente la perdita di un gettito fiscale immenso, permettendo, tra l’altro, la ri-costituzione di un nuovo capitale, riciclato come buono ed onesto, derivante da una quantità di denaro evaso, di cui una parte è rientrato come fiscalizzazione ( il 5%, anzi che il 30% 0 il 40% ), l’altra è rientrata nelle banche italiane, perché si è trasformato da denaro evaso a patrimonio corretto; i Fas, finanziamenti che sarebbero serviti per gli investimenti nel Sud, sono stati distratti per le quote latte del Nord e per salvare i Comuni di Roma e Catania, dal dissesto finanziario; i miliardi sprecati, per non avere accorpato, durante le europee, le elezioni amministrative, in un’unica data.
Sprechi a non finire; danaro buttato via, per una politica corta e limitata, fatta di voti di fiducia, leggi ad personam, ronde, respingimenti, tagli a settori importanti, come quello della formazione e ricerca; di sondaggi quotidiani asfissianti e nevrotici per saggiare il gradimento, da parte dell’elettorato delle destre, come se l’elettorato delle destre, con il suo gradimento, dimostrasse di essere in grado di potere giudicare una maggioranza basata su proclami, sull’immagine e sugli eventi mediatici.
Una Riforma importante, che segnasse l’identità e la vita del governo delle destre, in positivo, ancora, non si è vista! Leggerezza e convenienza, anzi, calcoli politici, che, pur di ottenere immagine politica e consenso, hanno intaccato fortemente le finanze dello Stato; adesso, la beffa; il popolo riviene chiamato a sostenere l’aggravio di questa finanziaria. Una finanziaria, quindi, che graverà solo su una parte dei cittadini: il ceto medio-basso; una finanziaria che prevede tagli e blocchi, ma non prevede riforme strutturali tali da fare sperare in una ripresa produttiva del paese. La crisi sarà superata, ma i danni resteranno solo sulle spalle dei redditi del ceto medio-basso. UNA VERA INGIUSTIZIA! E mentre altri Stati, superata la crisi, si avvieranno verso un tempo di maggiore produttività, l’Italia resterà in coda ad aspettare la sua crescita, in termini di maggiore produttività, e, per mancanza di coraggio e di Riforme strutturali, che incidano sul sociale e sulla produttività, resterà al palo.

Cesare Pisano 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>