Falsa partenza

volicancellatiPochi i fortunati che questa mattina sono riusciti a salire su un aereo e soprattutto ad arrivare a destinazione. Ore 7.10, parte il primo volo Air One da Milano Malpensa a Catania, poi altri voli per destinazioni italiane e anche qualche volo verso il sud del mondo. Alle 9, però, arriva la doccia fredda: il Presidente dell’Enac, Vito Riggio, annuncia che i cieli del Nord Italia resteranno chiusi fino a domani mattina. Gli aeroporti tornano nel caos e le compagnie aeree fanno i conti con le perdite economiche.

Non sono solo gli aeroporti italiani ad essere chiusi. Continuano ad essere sospesi i collegamenti con quasi tutte le città europee: Londra, Amsterdam, Parigi, Bruxelles. Salva la Spagna che ha anche offerto i propri aeroporti come hub per i voli intercontinentali.
Le compagnie aeree, però, sono sul piede di guerra e chiedono alla Iata l’apertura di almeno qualche corridoio per consentire alcuni collegamenti. Ma soprattutto criticano la gestione europea del problema. La Iata contesta la mancanza di leadership nella gestione del caos provocato dalla nube di cenere dall’eruzione del vulcano in Islanda e sottolinea l’urgenza di un ripensamento del processo decisionale.
Anche perché molte compagnie aeree hanno effettuato test per verificare se le polveri potessero effettivamente creare gravi danni e problemi al sistema di volo. E i primi risultati dei voli effettuati in Italia, Francia, Olanda, Germania e Austria hanno dimostrato che non ci fosse nulla da temere. Per questo molte compagnie aeree chiedono alle autorità di rivedere le restrizioni sui cieli europei e criticano i criteri, a loro dire poco avvalorati da evidenze scientifiche, seguiti nella decisione di proibire i voli.
Per i risultati finali delle analisi bisognerà aspettare domani quando il Cessna con cui è stato effettuato un volo di prova sarà completamente analizzato, ma c’è già chi come Niki Lauda – ex campione di Formula uno e titolare di una compagnia aerea austriaca – ha già effettuato più voli con un A320 sui cieli austriaci e i motori del velivolo, una volta atterrati, sono stati controllati senza riscontrare difetti.
Se i passeggeri fanno file interminabili per avere notizie dei loro voli, le compagnie aeree iniziano a fare i conti dei danni provocati dal blocco del traffico. A inizio giornata Air France-KLM cede il 3,5%, British Airways il 3,11% e Lufthansa il 3,4%.
E il direttore generale e Ad di Iata, Giovanni Bisignani, ha già dichiarato che l’impatto economico dello stop ai voli “è superiore a quello dell’11 settembre del 2001 quando lo spazio aereo fu chiuso per tre giorni”. Parliamo di cifre altissime che si aggirano sui 250 milioni di dollari al giorno di perdite.
E i passeggeri che cosa possono fare? Alitalia suggerisce di controllare lo stato del volo prima di andare negli aeroporti già super affollati, collegandosi al sito www.alitalia.it o chiamando il numero verde 800.650055. La compagnia aerea italiana assicura il rimborso totale del biglietto in caso di rinuncia a voli alternativi o la possibilità di riprogrammare il volo, senza alcuna penale, entro il 31 maggio. Il National Weather Service del Regno Unito mostra, invece, la direzione in cui si sta muovendo l’enorme nuvola di cenere, quasi per far pianificare ai viaggiatori se è il caso di fare la valigia o restare a casa. 
La Commissione europea pensa a strumenti di aiuto per le compagnie aeree simili a quelli adottati dopo l’11 settembre, quando furono interrotti solo i voli diretti verso gli Stati Uniti. Nel frattempo l’Europa resta quasi isolata, con i treni presi d’assalto e i noleggi degli autobus saliti alle stelle. E al viaggiatore non resta che armarsi di molta pazienza.

Marianna Lepore

 
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