La nostra sicurezza in mano ai pazzi

vittimedecretosicurezza170809Il decreto sicurezza è entrato in vigore da un mese eppure gli italiani non si sentono più protetti. Criminalizzare i clandestini non è servito a portare maggior sicurezza nelle città, perché spesso i criminali non sono gli immigrati. Una certa politica ha voluto fare di tutti gli immigrati dei criminali, assassini, stupratori, dimenticando che in molti casi sono loro quelli indifesi.

Così, ora, le famiglie sono alle prese con un decreto che più di aiutarli li rende autori di illeciti: perché, ad esempio, gli immigrati clandestini che lavorano nelle famiglie o nei campi sono tantissimi ed è grazie a loro se il nostro Paese riesce ad andare avanti.
Ma la legge dei bisogni dei cittadini poco se ne importa. E poco se ne importa anche dei diritti umani. D’altronde, perché garantirli? E’ molto più semplice respingere e mettere nelle mani di veri criminali persone che cercavano solo un mondo migliore. Come prima della guerra i nostri nonni facevano con il nord o il sud America.
Ora noi respingiamo in Libia gente che avrebbe diritto allo status di rifugiato e spesso lo scopriamo quando ormai sono nelle mani dei loro carnefici. L’ultimo bagno di sangue a Benghazi sarà avvenuto più di una settimana fa, ma le notizie in questo caso non sono sicure, perché vanno nascoste. Almeno 20 rifugiati somali sarebbero stati uccisi dalla polizia libica durante un fallito tentativo di evasione dal centro di detenzione di Ganfuda, dove erano detenuti perché sprovvisti di documenti.
I primi cinque sarebbero morti mentre fuggivano sotto gli spari della polizia, gli altri 15 dopo torture di ogni tipo inferte dalla polizia che per “portare l’ordine” aveva coltelli e manganelli.
La notizia ripresa dalla stampa libica e internazionale, è stata logicamente respinta dalle autorità libiche che hanno accusato i giornalisti di scrivere notizie senza prima “confrontarsi con noi”. Certo in un paese in cui il termine libertà non ha alcun valore è quasi naturale chiedersi che senso avrebbe per un giornalista chiedere alle autorità se è vero quello che in molti hanno visto o se era solo finzione, un set cinematografico. 
La notizia, purtroppo, non sembra così incredibile se si pensa che proprio a Tripoli, nel 1996, nel carcere di Abu Salim, furono uccisi centinaia di detenuti e solo anni dopo le famiglie furono avvisate di quello che era immigrati_dalmaresuccesso.
Questa notizia resta gravissima perché dimostra come l’Italia stia respingendo, senza alcun problema, centinaia di emigranti e di rifugiati in un paese dove verranno sterminati. Gli ultimi somali respinti, di cui si ha notizia, erano 80 e sono stati sbattuti sulle coste libiche il 12 agosto. Dall’inizio di maggio i respinti sono almeno 1216. O almeno quelli di cui si ha notizia. Perché di altri non si sa nente. Come del gruppo di 80 eritrei imbarcatisi il 29 luglio e mai arrivati, eppure ufficialmente mai respinti.
Grazie al nostro governo siamo tutti colpevoli di aver respinto in condizioni disumane centinaia e centinaia di immigrati di cui non è stato nemmeno verificato lo status di rifugiati politici.
Barconi dai 50 agli oltre 200 immigrati sono stati respinti in Libia il 6 e il 23 maggio, il 18 giugno, il 5 e il 29 luglio e il 12 agosto.
I centri di identificazione sono al collasso, i nostri politici sono in vacanza senza alcuna preoccupazione, l’immigrazione clandestina (lo dimostrano gli sbarchi) non si è certo fermata e il comportamento del nostro Paese non fa altro che far aumentare la rabbia in quei “fortunati” rinchiusi nei centri di identificazione temporanea.
Poco più di dieci anni fa i nostri politici erano gli stessi e all’epoca Silvio Berlusconi piangeva davanti alle telecamere dopo che la Marina aveva affondato un barcone in Puglia provocando una strage.
Ma in dodici anni, si sa, si può cambiare idea, si può cambiare moglie, si possono cambiare promesse e se serve anche la faccia.
 
Marianna Lepore
 
Ero straniero. Il vangelo (e Gesù Cristo) contro il decreto sicurezza
Piccole storie di pericolosi criminali. Chi sono davvero i clandestini

Come una vergogna. Se sono tanto orgogliosi dei respingimenti, perché non li mostrano in televisione?
Benvenuti in un paese disumano. Le associazioni e le organizzazioni internazionali contro il decreto
Uomini e No. Il decreto sicurezza priva i clandestini dei basilari diritti umani 

La colossale menzogna, non è affatto vero che l’immigrazione aumenta il crimine  

Io non respingo, la campagna contro i respingimenti in Libia
Che razza di cristiani sono, perché troppi cattolici italiani appoggiano l’inumana politica dei respingimenti
Prendersela con i più deboli, gli immigrati dei barconi usati come capri espiatori di tutti i problemi italiani
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Criminali, l’inefficacia della criminalizzazione della clandestinità

Appelllo contro il ritorno delle leggi razziali in Europa, di Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Wu Ming, Amelio

 

  

     

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