Terremoto in Abruzzo, il più grave dal 1980

epicentro del terremoto in Abruzzo

Il terremoto di magnitudo 6,3 Richter ha colpito l’Abruzzo alle 3.32 del 6 aprile ed è stato avvertito distintamente fino a Roma, dove le case hanno tremato. La scossa ha provocando nel complesso 308 morti accertati e raso al suolo interi paesi nella zona a est de L’Aquila. 
E’ il più grave accaduto in Italia da quello in Irpinia del 1980, che provocò 2735 morti e danni enormi in Campania e Basilicata. 

L’Italia è una zona sismica e i terremoti colpiscono il nostro paese diverse volte ogni anno, ma la maggior parte è di lieve entità e non provoca danni né vittime. L’ultimo terremoto che provocò ingenti danni e circa 2000 sfollati, ma nessuna vittima, è quello che colpì la Lombardia, epicentro a Salò, il 24 novembre 2004. Danni e sfollati anche per il sisma dell’11 aprile 2003 a Cassano Spinola, in Piemonte, nei pressi di Alessandria. Ma il terremoto più grave negli anni recenti è quello che ha colpito il Molise e parte della Puglia tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2002, uccidendo 30 persone, 28 di loro erano i 27 bambini e la maestra coinvolti nel crollo della scuola di San Giugliano di Puglia. Prima ancora, il 26 settembre 1997, il terremoto in Umbria e Marche provocò 11 morti e danni terribili, soprattutto il crollo della volta della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi, con i dipinti di Giotto.  Il 13 dicembre 1990 nella Sicilia sud orientale il terremoto di Santa Lucia provocò 17 morti e ingenti danni.  
L’ultimo grave terremoto che ha colpito l’Abruzzo è stato quello della Marsica del 13 gennaio 1915, che provocò più di 29.000 morti. Il più grave terremoto che ha mai colpito l’Italia è stato però quello del 1908 a Messina e Reggio Calabria. Seguito da un violentissimo tsunami, provocò circa 100.000 morti e rase al suolo completamente le due città. 
Nel corso del tempo è evidente come la mortalità dei terremoti sia diminuita moltissimo grazie alla costruzione di case antisismiche e a una migliore organizzazione dei soccorsi, ma gli eventi sismici che hanno colpito gli Appennini negli ultimi anni hanno spesso scatenato polemiche in merito alla loro presunta prevedibilità. La scienza non può sapere con esattezza quando un terremoto colpirà e quanta forza potrebbe avere, ma spesso, come nel caso del terremoto in Umbria nel 1997, la Protezione civile è stata accusata di aver sottovalutato il segnale d’allarme creato da scosse precedenti di minore entità. In questo caso la polemica sarà ancora più forte perché Giampaolo Giuliani, tecnico geofisico presso il laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso, aveva sostenuto nei giorni scorsi che le diverse scosse, dette sciame sismico, avvertire in Abruzzo potevano preannunciare un evento più grave.  Il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso nega che il sisma potesse essere previsto e mette in luce la tempestività dei soccorsi. Visto che pochi giorni fa aveva parlato di Giuliani come di uno di “quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false” però di certo non ci fa fare una bella figura. Bertolaso aveva addirittura chiesto “una punizione esemplare” per Giuliani. 
L’ultima scossa prima di quella devastante della notte del 6 aprile aveva colpito l’Abruzzo nella serata del 5 aprile, con una magnitudo di 3,6 gradi Richter.  
 
Il sito dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con la sequenza sismica del terremoto
Il comunicato dell’Istituto nazionale di astrofisica che specifica che le ricerche di Giuliani sono personali
La nuova pagina di wikipedia dedicata a Giampaolo Giuliani

 Francesco Defferrari

 

 

 

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