Napoli e l’emergenza rifiuti infinita

esercitospazzaturaNapoliEra il 2010 quando Silvio Berlusconi inaugurò il termovalorizzatore di Acerra assicurando: “Napoli sarà pulita entro tre giorni”. Dopo un anno Napoli ha ancora il problema della spazzatura, il termovalorizzatore non ha risolto i problemi e ora, a pochi giorni dalle elezioni amministrative e dall’arrivo del premier nella città partenopea, ecco che Berlusconi ci riprova mandando l’esercito. Questa volta, però, i napoletani non sono pronti ad applaudire e i militari non riescono a far sparire con un colpo di bacchetta magica la “monnezza”.

Questa mattina per le strade c’erano ancora 3000 tonnellate di immondizia dopo che nella notte i mezzi dell’Asia avevano raccolto e sversato 1380 tonnellate. E’ questa la stima fornita da Paolo Giacomelli, assessore all’Igiene del Comune di Napoli. Ed è proprio l’assessore a osservare che “la presenza dei militari è il segnale di un’attenzione da parte delle istituzioni”, ma certamente non risolve il problema. Perché è il problema del conferimento dei rifiuti che non è stato risolto, così alla fine non si sa dove portarli. «Aveva senso prima, nella precedente emergenza la presenza dei militari – aggiunge l’assessore – a pochi giorni dal voto sembra operazione meno vicina alla città. Non riusciamo a trovare una soluzione. Io ho il compito di gestire questa situazione ancora per poche settimane e vorrei garantire ai cittadini la possibilità di non avere rifiuti per strada».
Per questo motivo l’ennesimo miracolo chiesto all’esercito sembra solo una manovra propagandistica del Governo a pochi giorni dalle elezioni amministrative. Oggi i soldati della Brigata Garibaldi di Caserta hanno iniziato a rimuovere i cumuli di spazzatura dalla periferia est della città e da Quarto e nei prossimi giorni si sposteranno verso il centro.
Intanto i roghi dei rifiuti (con relativa diffusione di diossina nell’aria) continuano, solo questa notte sono stati 40. E continuano gli scontri tra i camion dell’Asìa e quelli dell’esercito. Dopo l’ultima riunione fatta domenica erano stati stabiliti degli orari per i camion militari in modo da non far saltare la fila, ma alla fine l’esercito è passato avanti perché “I mezzi militari non possono rimanere in coda, in ogni momento potrebbero dover essere impiegati per una qualsiasi altra emergenza sul territorio”, spiega il tenente colonnello Vincenzo Lauro, portavoce del II Comando Forze di Difesa. Una decisione che i dipendenti dell’Asìa, abituati a interminabili file per conferire la spazzatura, proprio non hanno apprezzato.
E il costo dello smaltimento di questi rifiuti continua a crescere. Non solo per le “30 mila ore di straordinario” che l’Asìa dovrà pagare ai suoi dipendenti, ma anche per il costo del trasporto della spazzatura fuori Regione: negli ultimi 40 giorni gli Stir (Stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti) di Giugliano e Tufino hanno spedito fuori regione 50.000 tonnellate. Il costo del trasporto fuori Regione è di circa 160 euro a tonnellata, cioè otto milioni di euro in poco più di un mese. L’unica cosa che manca è il risultato, visto che poi la spazzatura resta nelle strade.
Due giorni fa è partita anche la mossa pubblicitaria. La monnezza era ancora per le strade, i dipendenti Asìa in fila da 19 ore e il Tg1 invece mandava in onda immagini tranquillizzanti: militari già al lavoro con 48 ore d’anticipo sul previsto, e ottimistiche previsioni per l’immediato futuro. Se anche il miracolo dovesse compiersi entro il 13 maggio (quando Berlusconi arriverà a Napoli) nessuno sa quella spazzatura dove andrà a finire. Provincia e Regione, entrambe in mano al centrodestra, non indicano i siti per lo smaltimento e l’unica idea che è venuta al Presidente della Provincia è quella di riaprire Taverna del Re. Una decisione che il capo della Procura partenopea Giovandomenico Lepore ha definito “impraticabile” e alla fine il presidente della Provincia ha fatto marcia indietro dopo che i comitati civici avevano già organizzato le ronde per bloccare tutto. 
La spazzatura però deve sparire perché deve dare un argomento a quel 40% di napoletani che ha già deciso di non andare a votare. E se alle elezioni comunali, come molti credono, vincerà il centrodestra allora a quel punto non ci saranno più scuse da raccontare. Governo nazionale, governo regionale, presidenza della Provincia e Comune tutto in mano alla destra: saranno poi Berlusconi e i suoi uomini a trovare la soluzione a “un’emergenza” che è diventata normale prassi. “Finalmente Napoli è tornata a essere una città pulita, una città Occidentale dove non c’è più il disastro della spazzatura nelle strade”. Così affermava Silvio Berlusconi nel 2008 dopo aver risolto “l’emergenza” rifiuti. Tre anni dopo la spazzatura è tornata e ora nessuno più crede alle favole.

Marianna Lepore

 

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