Donne, riprendetevi la notte

Riprendiamocilanotte201109Quando si parla di violenza sulle donne lo si fa, spesso, solo dopo episodi efferati di stupro. In quei casi i media decidono di raccontare anche i dettagli irrilevanti alla cronaca. Poi, niente. Quando si parla di violenza sui gay, lesbiche o transessuali, lo si fa solo se i particolari sono abbastanza morbosi o se ci scappa il morto. A volte, però, si può parlare, anzi, manifestare contro la violenza di genere, anche senza che i grandi network si occupino dell’argomento.

Domani, infatti, a ridosso della giornata internazionale dell’orgoglio trans e di quella contro la violenza sulle donne, una rete di collettivi e realtà femministe, ha costruito una manifestazione contro la violenza di genere.
Se negli ultimi anni si è voluto puntare a eliminare il velo di omertà sulla violenza maschile contro le donne, quest’anno si vuole invece ribadire che non sono certo le politiche di controllo e sicurezza adottate dal governo a dare vera sicurezza alle donne, ai trans e alle lesbiche, ma anzi è la solidarietà ad essere l’unica arma possibile.
Il corteo di domani a Roma, dal titolo “Riprendiamoci la notte”, partirà alle 18.30 da piazza Vittorio, attraverserà San Lorenzo per finire in piazzale del Verano. Un corteo che non vuole essere precluso a nessuno e anzi spera di raccogliere quante più adesioni possibili. L’itinerario della manifestazione non è stato scelto a caso perché ripercorre luoghi che a Roma sono da sempre simbolo della violenza. Dalla stazione a piazza Vittorio, luogo di immigrazione ma vicino a un noto spazio occupato da fascisti, fino a San Lorenzo, zona della movida romana ultimamente oggetto di sgomberi e minacce di sgombero.
Così se lo Stato cerca, grazie anche al potere dei mezzi di comunicazione, di inculcare l’idea del terrore della vita che troviamo fuori le quattro mura domestiche (che dovrebbero essere sinonimo di protezione e invece nella stragrande maggioranza dei casi sono proprio il luogo della violenza), domani le donne, e non solo, scenderanno nelle strade per ribadire che la sicurezza non è data da più telecamere né dall’emarginazione o espulsione degli immigrati, ma dalla nostra libertà e autodeterminazione dentro e fuori casa.
La manifestazione vuole ricordare problemi, come quelli della precarietà o della tanto usata pratica delle dimissioni in bianco, che sono tipici di una società, quella italiana, da sempre poco attenta al problema femminile.
In piazza si darà spazio anche alla musica: in piazzale del Verano è prevista l’esibizione di Bianca Giovannini (Banda Jorona), Honeybirds&thebirdies, Giulia Anania, Eli Natali.
La giornata di domani sarà, quindi, un’anteprima del 28 novembre quando a Roma si festeggerà la “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999. La data scelta dall’Onu è quella in cui, il 25 novembre del 1960, le sorelle Mirabal, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dal dittatore Trujillo, furono fermate mentre si recavano a fare visita ai loro mariti in prigione, torturate e poi uccise.
In 40 anni poco è cambiato: le donne e con loro tutte le categorie più indifese, dai gay ai transessuali, sono ancora oggetto della violenza maschile.

Say No – Unite. End Violence against Women

Marianna Lepore

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