Respingere non si può

immigrati e motovedetta italiana

“Qualunque essere umano ha diritto di sottoporre una domanda che gli riconosca lo statuto di rifugiato o la protezione internazionale” ha detto il portavoce della Commissione Europea Dennis Abbott. La Ue è a conoscenza del respingimento in Libia di un gommone con 75 profughi eritrei e somali, tra cui 15 donne e 3 bambini, e invierà una richiesta di informazioni ai due paesi interessati, Italia e Malta. 

“Il principio di non respingimento, così come è interpretato dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo, significa essenzialmente che gli stati devono astenersi dal respingere una persona direttamente o indirettamente, laddove potrebbe correre il rischio reale di essere sottoposta a tortura o a pene o trattamenti inumani e degradanti” aveva già affermato il 15 luglio il commissario alla Giustizia della Ue Jacques Barrot. “Inoltre gli Stati non possono respingere dei rifugiati alle frontiere di territori in cui la loro vita o la loro libertà potrebbe essere minacciata a causa della loro razza, religione, nazionalità, affiliazione a un gruppo sociale particolare o della loro opinione politica. Quest’obbligo deve essere rispettato durante l’attuazione dei controlli alle frontiere”. 
L’Italia non può respingere i rifugiati eritrei e somali, spesso appartenenti a minoranze cristiane, che sono fuggiti dalla persecuzione nel loro paese e in Libia finiscono per essere ridotti in schiavitù, perseguitati, uccisi. Eppure l’Italia lo fa lo stesso, contro ogni trattato e norma del diritto internazionale che il nostro paese ha firmato
Contro ogni decenza morale e principio cristiano
Il 2 settembre Barrot presenterà una proposta alla Commissioen Ue proporrà che gli Stati membri accolgano volontariamente i rifugiati temporaneamente residenti in un paese terzo, diverso da quello da cui sono fuggiti. In tal caso l’Italia sarebbe tenuta ad accogliere i profughi eritrei e somali volontariamente e legalmente. Tra gli immigrati respinti comprensibili scene di disperazione, i profughi non volevano salire sulle barche libiche, dove sanno cosa li aspetta. Centri di detenzione ancora peggiori dei nostri, schiavitù, violenza, morte. 
Ma il ministro Maroni dice che i respingimenti continueranno e nega che gli immigrati respinti fossero profughi. Se lo erano respingerli è stata una violazione di tutte le norme del diritto internazionale. Ma se li respingi senza controllare non sono mai rifugiati, perché lo dice Maroni. Lui lo sa per certo ma non dice come fa a saperlo.  
Respingere i profughi non si può. Non lo hanno mai fatto le nazioni africane quando centinaia di migliaia di persone fuggivano da uno stato in preda alla guerra o alla carestia. Ma l’Italia lo fa, oggi, e ne va anche fiera. 
Intanto a Tripoli Gheddafi festeggia insieme all’altro dittatore

Francesco Defferrari

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Appelllo contro il ritorno delle leggi razziali in Europa, di Camilleri, Tabucchi, Maraini, Fo, Rame, Ovadia, Scaparro, Wu Ming, Amelio

 

  

     

 

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