Il processo breve distrugge l’Aquila

processobrevel'AquilaLa definizione giusta per il processo breve, già passato al Senato il 20 Gennaio e ora in discussione alla Camera, l’ha data Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo, che in un’intervista a l’Unità l’ha definita “legge della morte breve dei processi”.
La giustizia non porterà più il sereno a chi ha subìto un danno, ma semplicemente metterà ancora più in ginocchio la già disastrata macchina giudiziaria. Ultime vittime: i morti del terremoto a l’Aquila.

L’Associazione dei familiari delle vittime della casa dello studente de l’Aquila lo grida a gran voce: il processo breve porta solo scempio. Il diritto alla giustizia sarà messo da parte per tutelare una persona e i suoi familiari e stretti amici. Luca Palamara, Presidente del’ANM, ha detto nel corso di un’intervista a Skytg24 che quel provvedimento “non dà giustizia alle vittime dei reati  garantisce l’impunità a chi ha commesso fatti delittuosi”. Perché non sarebbero sospesi solo i processi in corso che riguardano il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (il processo Mills, la compravendita dei diritti Tv, solo per citarne alcuni) ma lo stesso accadrebbe per procedimenti che giocano con la vita delle persone: i crack Parmalat e Cirio, la scalata alla Banca Antonveneta e BNL, le morti bianche alla Thyssen e i morti per l’amianto, le vittime della clinica Santa Rita a Milano.  E anche le complesse inchieste in corso a L’Aquila per il crollo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale: 15 persone sono indagate per omicidio e disastro colposo ma questi reati sono puniti dal codice con una pena fino a 10 anni e quindi rientrano nelle nuove regole del processo breve. Così la Procura sta facendo una corsa contro il tempo per evitare la prescrizione ed entro luglio si potrebbero svolgere le udienze preliminari per i due crolli del 6 aprile 2009 che causarono la morte di 11 giovani.
La Procura sta provando a dare giustizia mentre il Governo ancora una volta se ne infischia dei morti. Così il Comitato familiari vittime della Casa dello studente ha deciso di organizzare due sit-in di protesta in concomitanza con le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario, previste domani e il 30 gennaio. Il sit-in di sabato sarà ancora più importante di quello di domani quando si inaugurerà l’anno giudiziario dei penalisti italiani. Perché il 30 gennaio si inaugura l’anno giudiziario 2010 e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, prenderà parte alla cerimonia. Lo farà per evidenziare “gli straordinari risultati” avuti dopo il terremoto, con una veloce nuova messa in funzione degli uffici giudiziari del distretto.
Strano, però, che sia stato lo stesso ministro a firmare un provvedimento per tagliare il personale giudiziario, tagli che interesseranno in maniera rilevante anche il tribunale dell’Aquila. L’interpretazione che si può trarre è che il Pdl, il partito che ci governa, non ha alcun interesse verso la vera giustizia, quella che riguarda il popolo. È una politica che percepisce la magistratura come una minaccia, non come un alleato.

Il processo breve non è un’idea strampalata. È giusto assicurare tempi certi della giustizia ai cittadini che raramente riescono ad avere una sentenza definitiva. Ma non ha alcun senso applicarlo a quei processi che sono già iniziati, che hanno quindi avuto una tempistica che non può adeguarsi alle nuove regole e si risolverebbero in un’amnistia generalizzata. Carlo Costantini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale d’Abruzzo, è stato chiaro: ”Il processo breve serve solo a risolvere i problemi di Berlusconi con la giustizia”. L’interesse privato alla propria difesa diventa interesse superiore, pubblico. Così per risolvere i suoi problemi, Silvio Berlusconi disonora le vittime della tragedia del terremoto a L’Aquila. Domani lui non sarà presente con l’elmetto a distribuire dentiere. Domani per strada ci saranno i genitori di quegli studenti che a l’Aquila studiavano, tra mille sacrifici. E non pensavano di essere uccisi due volte.

Apertura anno giudiziario i magistrati preparano la protesta

Marianna Lepore


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