Primo maggio, la festa senza lavoro

primomaggiofestadichiL’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro: così recita l’articolo 1 della nostra Costituzione. Eppure oggi, alla vigilia del 1° Maggio, non è facile parlare di lavoro. Perché il Paese che si appresta a festeggiare è un Paese dove il numero dei disoccupati o inoccupati cresce sempre di più. L’Istat ha certificato che in due anni sono stati persi 533.000 posti di lavoro, di cui l’80% nell’industria e la metà nel Sud.

I dati sono drammatici e ci ha pensato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a richiamare l’attenzione per un nuovo clima di coesione sia politica sia sociale. Perché per la prima volta il 1° maggio si festeggerà in un periodo in cui i sindacati sono fortemente divisi tra loro, a scapito logicamente dei lavoratori. Il presidente Napolitano ha così rivolto un monito proprio ai leader sindacali, ricordando che “La mancanza di unità sindacale porta al peggio dal punto di vista del peso e del ruolo del lavoro e delle sue rappresentanze”. Perché con dei sindacati divisi è logico che sia sempre più difficile riuscire a dare la giusta rappresentanza al popolo del precariato, ormai sempre più esteso.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, a marzo il tasso di disoccupazione è tornato a salire e ancora una volta i più penalizzati sono i giovani: il 28,6% di loro è senza un lavoro. Non va certo meglio al tasso di disoccupazione generale, arrivato all’8,3%. Potremmo parzialmente consolarci con i dati arrivati dalla Spagna che è riuscita a raggiungere il più alto livello di disoccupazione dal 1997, con una percentuale dei senza lavoro al 21,3%, confermandosi il Paese con il più alto tasso di disoccupazione nell’Unione Europea.
Certo non basta come consolazione visto che in Italia fa più notizia un giovane che ha trovato un lavoro e magari ha anche un contratto decente piuttosto che un giovane che non fa nulla. Così la manifestazione prevista domani a Milano dell’orgoglio precario sarà probabilmente il modo migliore per festeggiare questa giornata. L’undicesima edizione della May Day parade invaderà anche quest’anno le strade della città lombarda a ritmo di musica tecno sparata a tutto volume da camion trasformati in sound system: attraverserà la città in direzione del Castello Sforzesco, con tanto di passaggio in piazza del Duomo.
Per le strade gireranno quattro carri allegorici che cercheranno di richiamare l’attenzione sui temi fondamentali nella lotta contro la precarietà. Gli organizzatori della May Day parade, rivendicano un “welfare metropolitano” (qualcosa che in altri Paesi europei è già realtà): “Chiediamo trasporti pubblici gratuiti per i precari che si devono spostare da un lato all’altro della città per andare a lavorare o per fare dei colloqui, ma vogliamo anche il libero accesso alla conoscenza e ai servizi, da quello sanitario alla connessione a Internet che è sempre più presente nelle nostre vite”. A Milano probabilmente in molti parteciperanno alla manifestazione, visto che secondo gli ultimi dati in città il 24% dei giovani è in cerca di lavoro.
Nel frattempo a Roma ci sarà il tradizionale concerto in Piazza San Giovanni che quest’anno, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, vedrà anche l’esibizione dell’Orchestra Roma Sinfonietta diretta dal Maestro Morricone. Poi spazio ai Subsonica, Daniele Silvestri, Caparezza, i Modena City Ramblers, la Bandabardò, Paola Turci, Eugenio Finardi, solo per citarne alcuni.
Il giorno dopo si tornerà alla politica di tutti i giorni, sperando che prima o poi il tema del lavoro diventi una priorità dei politici italiani.

Marianna Lepore


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