Promettere non costa nulla

AquilaricostruzioneQuando otto mesi fa l’Aquila e l’Abruzzo intero sono stati colpiti dal terremoto è stato facile fare promesse sulla ricostruzione. Le case sarebbero state pronte entro l’anno e la città non sarebbe stata abbandonata. Oggi, a pochi giorni ormai dal Natale, l’Aquila è ancora una città distrutta e Silvio Berlusconi, che mesi fa prometteva la sospensione delle tasse, ora ha problemi più importanti di cui occuparsi, per accertarsi che le promesse siano state mantenute.

Ieri il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il presidente della Provincia, Stefania Pezzopane e alcuni cittadini colpiti dal sisma sono arrivati a Roma per chiedere la proroga della sospensione delle tasse e degli arretrati fino alla fine del 2010. Gli organizzatori della protesta hanno spiegato che dal primo gennaio “i cittadini delle aree colpite dal terremoto torneranno a pagare regolarmente tasse, tributi e contributi. Mentre dal giugno 2010 inizierà la restituzione, in 60 rate, del totale delle tasse non pagate da aprile a oggi”.
Gli aquilani non chiedono di non pagare più le tasse ma semplicemente di vedere dilazionati i pagamenti, visto e considerato che la gran parte di loro è stata costretta negli ultimi mesi a sostenere spese aggiuntive, lontani dalla propria città e obbligati a pendolarismi prima inesistenti. Ma non c’è spazio per l’Aquila nella legge finanziaria, perché ora non fa più notizia e non ci sono più G8 da spostare in pompa magna per nascondere i veri problemi. Oggi gli aquilani, nonostante le promesse, sono già tornati a pagare l’Irpef e l’Ici sulla seconda casa, anche se distrutta, la Tarsu e i contributi. Dal nuovo anno ci saranno anche le tasse 2010 e tutti gli arretrati al 100 per 100. “È disumano, è una vergogna –  dice Cialente – in Umbria gli arretrati sono stati spalmati su 12 anni e al 40%”, condizioni simili riservate anche alle Marche e al Molise. Non sarebbe un’eccezione, quindi, permettere tempi lunghi anche per gli aquilani, sarebbe solo una scelta di buonsenso. “Non possiamo far finta che non sia successo nulla. Ci avevano detto che avremmo trovato le risposte in Finanziaria e non ci sono”, dice il presidente della Provincia, Stefania Pezzopane.
La situazione non è disastrosa solo per le famiglie, con ancora 20mila sfollati sulla costa, ma anche per le imprese, che aspettano i soldi per il rilancio industriale che sono bloccati dal Cipe.
Il Governo, però, ha voluto dare un’immagine diversa dalla realtà, ha preferito trasformare l’emergenza in un grande show con Obama, Michelle, Carla Bruni. E dal reality-terremoto Berlusconi non ha risparmiato nemmeno il Natale. Quella notte sarà a l’Aquila tra i flash e le telecamere per sentirsi meno solo. E continuerà a fare promesse. Tanto a lui non costa nulla.

Marianna Lepore


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>