L’età dell’oro delle mafie

camorra

Un articolo di ieri dell’Associated Press è stato riportato da diversi blog e siti inglesi ma non molto considerato in Italia. L’articolo è piuttosto interessante e scrive cose che forse ormai in Italia sono date per scontate: che le mafie non stanno affatto soffrendo della crisi globale, ma anzi vivono un momento d’oro

Questo perché le organizzazioni mafiose hanno un’enorme disponibilità di denato liquido e, sottolinea l’articolo, secoli di esperienza nell’approfittare di chi è vulnerabile. 
La crisi le favorisce permettendogli di rilevare a prezzi stracciati imprese e centri commerciali in crisi, praticare l’usura ad un numero sempre più ampio di imprenditori a cui le banche non concedono prestiti, mettere le mani sui locali più famosi di Roma e Milano, quelli che si possono trovare sulle guide turistiche. L’autore dell’articolo semplicemente riceve queste informazioni dai magistrati italiani che si occupano di mafia, ma che in Italia da tempo non ricevono grande attenzione dai media. In fondo la maggioranza disapprova le notizie che rattristano gli italiani, come dire che le organizzazioni mafiose stanno prendendo il controllo del paese
Forse alla fine dei conti a molti italiani nemmeno dispiace. Le mafie fanno 130 miliardi di euro l’anno, l’8% del prodotto interno lordo, quindi alla fine sono una risorsa per il paese. Va benissimo che la Camorra moltiplichi la sua presenza nel tessuto economico e sociale, che infiltrazioni mafiose, richieste di pizzo e proprietà riconducibili alle organizzazioni criminali appaiano ormai ovunque: a Roma, a Reggio Emilia, a Genova. Alla fine sono tutti soldi che girano e contribuiscono alla crescita economica. Basta dimenticare che questo denaro viene dalla droga, dall’usura, dalla sopraffazione, dall’intimidazione, dall’omicidio. Ieri a Napoli un ragazzo di 17 anni è stato ucciso con 7 colpi di pistola. A Bari, il 24, un uomo di 49 anni, presunto boss della Sacra Corona Unita. A Villaricca, provincia di Napoli, il 22 aprile è stato ucciso Roberto Landi, ex assessore comunale e candidato alla provincia per l’Udc, ma ancora nessuno sa se sia responsabile la Camorra. Il 21 aprile due persone sono state uccise a Manfredonia, provincia di Foggia, in un agguato mafioso.
Questo bollettino di morti quotidiano a volte arriva sui media nazionali, a volte no. Ma anche se ci arriva ormai nessuno ci fa più molto caso. Il giorno dopo è tutto dimenticato. A questo punto tanto vale arrendersi, consegnare il paese ai mafiosi e smetterla di fare finta che la loro esistenza sia illegale. Ma forse lo abbiamo già fatto. E i tanti magistrati, giornalisti, poliziotti, imprenditori e cittadini innocenti che sono morti per combattere le mafie? Poveri scemi

Francesco Defferrari

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