Stato di illegalità

Da circa quindici giorni a Brescia un gruppo di lavoratori immigrati è salito su una gru per protestare contro la mancata concessione del permesso di soggiorno. Nell’informazione filo-governativa si cerca di far passare il messaggio che i lavoratori avrebbero completamente torto, mentre le cariche della polizia contro i manifestanti accorsi per esprimere solidarietà alla protesta sarebbero state più che giustificate. Ma come spesso accade in Italia, la verità non è così semplice.

Il governo italiano infatti ha creato una serie infinita di ostacoli kafkiani e lungaggini burocratiche per impedire ai lavoratori immigrati di acquisire il permesso di soggiorno, anche dopo aver lavorato in Italia per anni (e aver di conseguenza pagato le tasse). Le nuove leggi introdotte dall’attuale governo contro l’immigrazione inoltre hanno provveduto a fare in modo che un lavoratore perda il permesso di soggiorno quando perde il lavoro, anche se si trova in Italia da anni, ha pagato le tasse per anni e ha famiglia e figli in questo paese. Nel frattempo, grazie alle mancanze dello stato italiano, prospera un mercato illegale o semi-illegale di compravendita dei permessi di soggiorno, di cui anche gli immigrati di Brescia sarebbero finiti vittime. In questa situazione si può capire come una simile protesta sia il minimo che può succedere.
A tutto questo bisogna aggiungere l’atteggiamento criminale tenuto dalla gran parte della politica italiana nei confronti dell’immigrazione, usata come spauracchio per ottenere facili voti agitando lo spettro di una minaccia alla sicurezza che non è mai esistita, dato che le statistiche globali dei crimini non sono state influenzate per nulla dall’aumento degli immigrati. Ma tenere i lavoratori stranieri nell’incertezza e nella paura serve a sfuttarli meglio perché li costringe ad accettare qualsiasi condizione di lavoro, e serve in seconda istanza a sfruttare meglio anche i lavoratori italiani, costretti a competere con una manodopera disperata. Meno diritti per alcuni provocano meno diritti per tutti, ma la gran parte dell’opinione pubblica, orfana di una sinistra degna di questo nome, non arriva mai a capirlo.
L’Italia è da anni un paese allo sbando, con una crescita economica tra le più basse del mondo, eppure la situazione sarebbe anche peggiore senza gli immigrati, che negli ultimi anni hanno sostenuto il sistema pensionistico con le loro tasse e il sistema economico con il loro lavoro e i loro consumi. La politica italiana però è impegnata a dipingerli come uno dei principali problemi del paese, invece che come una grande risorsa. E’ comprensibile che lo faccia, visto che il principale problema del paese è semmai la gestione criminale dei beni pubblici da parte di un branco di corrotti e incapaci, e bisogna fare di tutto per evitare che il pubblico se ne accorga. 
A Brescia insomma va in scena la solita ben conosciuta storia italiana, uno Stato di illegalità permanente, dove chi protesta con sacrosante ragioni viene ignorato o persino fatto passare per criminale. 

Francesco Defferrari


     

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