L’isola dei cassintegrati

IsolacassintegratiLa crisi economica non è passata e la politica in questi mesi non è riuscita a dare una risposta ai problemi reali del Paese, non è riuscita a infondere ottimismo in chi non sa come sopravvivere. I reality trasmessi su tutte le reti televisive non riescono a distrarre troppo a lungo il popolo. E c’è chi ha imparato a sfruttare le stesse armi usate dalla televisione: sono gli operai della Vinyls di Porto Torres, volontariamente rinchiusi all’Asinara da 48 giorni, in lotta per riavere il lavoro.

Il 24 Febbraio, dopo quattro mesi di cassa integrazione, un gruppo degli operai della Vinyls ha, infatti, deciso di sbarcare nell’isola di Asinara per occuparla e far discutere quanto “L’isola dei famosi”. L’idea deve essere stata: se personaggi più o meno noti riescono ad attirare tanta attenzione e magari anche a trovare un lavoro grazie a delle telecamere che li riprendono esiliati volontariamente (e pagati) in un’isola deserta, perché loro non sarebbero dovuti riuscire ad avere la stessa attenzione?
E, infatti, grazie a un gruppo su facebook che ha raggiunto più di 88 mila adesioni, grazie a una pagina su twitter, e grazie a un sito che racconta, attraverso le foto e un diario, il disagio di questi lavoratori, l’isola dei cassintegrati è riuscita a ricevere molta solidarietà e interesse fino ad arrivare sulle pagine dei giornali e in televisione, anche ad Annozero. 
L’isola una volta sede del carcere di massima sicurezza più famoso d’Italia e ora parco nazionale è tornata così a riempirsi di gente. Non solo i familiari, i politici o i giornalisti che a volte arrivano per raccontare questo nuovo dramma italiano, ma anche tanti altri operai che lottano per il proprio posto di lavoro. Perché la crisi non riguarda solo gli operai della Vinyls. L’Italia ha avuto un calo del 2,9 per cento del pil nel 2009, sono andati perduti almeno 500mila posti di lavoro e la disoccupazione ha raggiunto quasi il 9 per cento.
Gli operai assicurano che non lasceranno l’isola fino a quando non sapranno qualcosa sul loro destino. I giorni, però, passano e il fallimento si avvicina, ma l’Eni non è riuscita ancora a raggiungere un accordo con la Ramco. Gli arabi avevano mostrato reale interesse per l’acquisizione degli impianti Vinyls, ed erano intenzionati a comprare l’intera filiera del cloro italiano, che include anche Porto Marghera e Ferrara. Poi qualcosa si è arenato.
La protesta di questi uomini coraggiosi porta sotto i riflettori l’immagine di una Sardegna in profonda crisi, che torna di solito alla ribalta solo per le foto dei grandi yacht e delle soubrette in vacanza. Poi finita l’estate nessuno parla più dei problemi reali.  Così si sta mandando in fumo un intero settore industriale. La vertenza Vinyls, infatti, non è scoppiata dall’oggi al domani e porta alla luce un problema più generale: se investire o no sulla chimica in Italia. I dipendenti scommettono di sì: “Considerato – dicono – che da quando abbiamo interrotto la produzione del pvc il prezzo di mercato è aumentato”.
Nonostante la solidarietà che hanno ottenuto grazie anche alla rete di internet, a tutt’oggi però, mancano le proposte e il futuro non sembra roseo visto che la scadenza per il fallimento si avvicina. L’interesse ottenuto fino ad ora è facile da spiegare: gli isolani cassintegrati raccontano quello che succede a loro e a molte altre famiglie italiane, per questo la puntata di Annozero con i collegamenti dall’isola ha avuto cinquemilioni di telespettatori.
Ora si aspettano le prossime mosse in attesa di festeggiare il Primo Maggio, la festa dei lavoratori, proprio all’Asinara. Magari con buone notizie per gli isolani della Vinyls.

Marianna Lepore


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