Lo spaventoso immigrato

Una donna al lavoro in un campo in Puglia con il figlioUn rapporto curato da fondazioni europee e americane, Transatlantic trends: immigration, ha “fotografato” l’opinione dei cittadini europei e nordamericani, l’occidente ricco, nei confronti dell’immigrazione. Ne emerge una diffusa ignoranza, paure ingiustificate e poche notizie positive. L’aspetto più interessante per noi italiani è scoprire che non siamo l’unico paese ricco ad avere avuto per anni e anni propaganda anti-immigrati sui giornali e le televisioni.

Dai risultati del sondaggio si capisce chiaramente che anche negli altri paesi occidentali l’odio e la paura verso gli stranieri sono diffusi quasi quanto da noi, e in alcuni casi pure peggio. Per circa il 20% degli italiani e degli inglesi ad esempio l’immigrazione è la questione più importante del momento, mentre nelle altre nazioni la media è inferiore al 10%, e da questo si capisce che c’è una certa paranoia sull’argomento in questi due paesi. Però in questo gli inglesi sono peggio degli italiani, visto che il 66% considera l’immigrazione più un problema che un’opportunità, contro il 49% degli italiani, in media con le altre nazioni.
Il dato più interessante che mostra però come europei e nordamericani abbiano una percezione completamente distorta dell’immigrazione emerge alla domanda “Quale percentuale della popolazione del tuo paese è immigrata?”. I canadesi hanno risposto il 37%, anche in realtà gli immigrati sono solo il 20%. Gli americani il 35%, quando in realtà è solo il 14% e così via anche in Europa con risposte che mostrano come la gente pensi che gli immigrati siano il doppio o il triplo di quanti sono in realtà. Ma gli italiani, che pensano che gli immigrati siano il 23% della popolazione quando in realtà sono solo il 6% arrivano quasi a quadruplicare il numero reale. Per fortuna la stragrande maggioranza degli italiani, il 74%, non pensa che gli immigrati rubino il lavoro agli italiani, e poco meno anche le altre nazioni tranne gli Stati Uniti, dove il 53% non lo pensa ma il 44% si, e la Gran Bretagna, unica nazione dove la maggioranza, il 54% pensa che gli immigrati tolgano lavoro a chi è nato nel paese. La maggioranza degli inglesi, e anche degli spagnoli, pensa anche che gli immigrati facciano scendere gli stipendi medi, mentre in Italia lo crede solo il 40% e poco più o poco meno nelle altre nazioni occidentali. Ci sono naturalmente notevoli differenze a seconda dell’appartenenza politica: il 65% degli europei che si dichiarano di destra pensa che l’immigrazione sia un problema, mentre tra chi si dichiara di sinistra lo pensa il 35%, il 50% tra chi si dichiara di centro. Percentuali comunque molto alte e basate su pregiudizi, visto che in realtà l’immigrazione dal punto di vista economico generale porta sicuramente benefici e ricchezza. Negli Stati Uniti il 73% di chi si dichiara repubblicano considera l’immigrazione un problema, e il 48% di chi si dichiara democratico, una media molto superiore a quella dell’Europa, nonostante gli Stati Uniti abbiano costruito negli anni la loro supremazia economica proprio grazie all’immigrazione.
La preoccupazione è molto diversa tra immigrazione legale e illegale. Se l’immigrazione legale preoccupa in media solo il 25% circa dei cittadini dell’occidente ricco, quella illegale preoccupa in media più del 60% delle persone. E in Italia solo il 21% è preoccupato dall’immigrazione legale, ma l’81% lo è da quella illegale, il risultato più alto di tutti. Questo dato è chiaramente dovuto ad anni di propaganda contro i “clandestini” che però nel nostro paese in particolare è un’assurdità, visto che le leggi che abbiamo e abbiamo avuto rendono clandestini anche gli immigrati regolari, quando perdono il lavoro, e le ondate di paranoia contro particolari gruppi come i rom e i romeni non hanno niente a che fare con la clandestinità visto che si tratta di cittadini europei, quindi necessariamente immigrati regolari. Gli italiani hanno paura dei clandestini ma non sanno davvero chi sono, grazie alla confusione alimentata dalla nostra pessima informazione.
La maggioranza degli europei e dei nordamericani ha anche un paio di opinioni positive sugli immigrati, soprattutto regolari ma anche irregolari, e cioè che sono grandi lavoratori e fanno lavori che hanno bisogno di manodopera. Però molti pensano anche che pesino sul sistema scolastico e sanitario (il 37% lo pensa dei regolari e ben il 62% degli irregolari): un’opinione che manifesta un inaccettabile razzismo, perché se gli immigrati vivono, lavorano, consumano e pagano le tasse in un paese è ovvio che quel paese deve fornire loro i benefici sociali e sanitari che si sono guadagnati e hanno pagato.
Moltissimi pensano anche che gli immigrati aumentino il crimine: il 35% lo pensa anche degli immigrati regolari, e il 60% degli irregolari. Eppure questa è un’enorme falsità: negli ultimi vent’anni nei paesi occidentali il tasso complessivo di criminalità non è cresciuto. Il crimine nasce in gran parte dalla povertà, e se prima i poveri erano tutti indigeni adesso tra di loro ci sono molti immigrati. Inoltre l’opinione pubblica, non a caso e a tutto vantaggio dei potenti, spesso non capisce che i crimini finanziari, l’inquinamento e la corruzione politica, che nascono dall’avidità e non dalla povertà, sono molto più gravi e dannosi per la società dei furti compiuti dai poveri. L’Italia è infatti il paese più disinformato, dove il 77% della popolazione pensa, a torto, che i clandestini aumentino il crimine. 
Molti pensano anche che gli immigrati aumentino il rischio di attacchi terroristici: il 26% lo pensa dei regolari, il 41% degli irregolari. Pure questa è un’opinione razzista: non sono gli immigrati in sè ad essere terroristi, può esserlo solo un numero limitatissimo di fanatici che non li rappresenta affatto. Inoltre l’occidente negli anni ha avuto parecchi casi di terrorismo autoctono, a volte da parte degli stati stessi
Solo il 28% degli inglesi e il 36% degli italiani, le percentuali più basse in occidente, è a favore della regolarizzazione degli immigrati clandestini. Anche qui profonda disinformazione da parte degli italiani, perché la maggioranza dei clandestini non ha mai commesso crimini né è arrivata in maniera illegale, ma semplicemente lavora in nero. 
Molti europei, il 35%, e in Italia il 45%, pensano che il miglior modo per ridurre l’immigrazione illegale sarebbe quello di  aiutare le nazioni in via di sviluppo. Peccato che, come si è visto al recente vertice FAO, l’occidente non lo stia facendo quasi per niente. Anche se lo facesse comunque non servirebbe di certo a fermare un fenomeno storico come l’immigrazione, dopo secoli in cui l’occidente ha sfruttato e rapinato i paesi extraeuropei.
C’è anche qualche notizia positiva: il 57% degli italiani, solo un punto in meno della media europea, sarebbe favorevole al voto per gli immigrati regolari, e addirittura l’87% degli italiani, la media più alta in occidente, crede che gli immigrati regolari abbiano diritto agli ammortizzatori sociali come tutti i cittadini. Bisogna però ricordare che in Italia molti ammortizzatori sociali presenti in altri paesi, come i sussidi di disoccupazione, in pratica non esistono. Con una certa onestà il 47% degli italiani riconosce inoltre che le difficoltà d’integrazione dipendono dalle discriminazioni, mentre il 31% pensa dipenda dal fatto che gli immigrati non vogliono integrarsi. Una maggioranza superiore a quella degli Stati Uniti e della Francia, mentre in Canada e nel resto d’Europa la maggioranza dà la colpa agli immigrati. 
Per quanto riguarda la gestione dell’immigrazione da parte dei governi gli inglesi sono i più scontenti, il 71% pensa che il governo non faccia abbastanza per risolvere “il problema”, e scontenti sono anche spagnoli, statunitensi e italiani (al 53%). Ma è difficile commentare questa risposta perché la domanda era neutra (Come pensa che il governo stia gestendo l’immigrazione) quindi tra quelli che hanno risposto “male” possono esserci sia quelli che vorrebbero leggi ancora più severe che quelli che pensano che le politiche scelte dal governo siano, razziste, sbagliate o inefficaci. 
Infine la stragrande maggioranza degli occidentali, quasi il 70%, è generoso almeno sulla carta e permetterebbe l’immigrazione delle persone colpite dai disastri ambientali causati dal cambiamento climatico. Sarebbe il minimo, visto che il riscaldamento globale è provocato appunto dall’occidente ricco, ma osservando l’atteggiamento che molti paesi ricchi hanno in genere verso i profughi di guerra, cioè respingerli, non c’è molto da sperare che simili buone intenzioni diventeranno realtà. 
Insomma il rapporto alla fine è meno preoccupante di quanto si poteva temere, vista la diffusa e ingiustificata paranoia nel mondo occidentale verso gli immigrati, ma rimane il fatto che una buona parte degli abitanti dell’occidente ricco ed egoista credono in una serie di macroscopiche falsità che alimentano il razzismo: pensano che gli immigrati siano molti di più di quanti sono in realtà, pensano che molti siano potenziali criminali o terroristi e molti sono ostili all’idea di concedere loro i diritti politici e civili che gli spettano. Risultato di una paranoia diffusa in primo luogo nei mezzi d’informazione, dove raramente si dice che l’immigrazione porta sempre al paese ospite sviluppo e ricchezza e le storie di crimini la fanno da padrone rispetto alle storie delle persone oneste e innocenti, anche se queste ultime sono mille volte più numerose.

Francesco Defferrari

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