Il mese degli scioperi

cgilscioperogeneraleNon è un momento positivo per l’economia mondiale, la crisi sta coinvolgendo gran parte dei Paesi ma il metodo adottato da chi governa è diverso da Stato a Stato. C’è chi la crisi non la nasconde e chi invece, vedi l’Italia, per mesi parla di una “percezione sbagliata”, come se il popolo non riuscisse a vedere le ricchezze in giro, e poi all’improvviso arriva il dietro front e il governo parla di crisi e della necessità di stringere la cinghia.

I tagli, però, finiscono sempre e solo a carico dei lavoratori “normali”, quelli con uno stipendio sufficiente a pagare un affitto. Per loro niente auto blu, niente rimborsi vacanza, massaggi, settimane lavorative di soli 3 giorni in cui il duro compito consiste nel premere un bottone.
Così ora agli italiani “normali” non resta che manifestare. E il mese di giugno, nonostante il caldo appena arrivato, sembra fatto apposta. Tanti gli scioperi in programma, con il trasporto locale che sciopererà l’11 giugno, il trasporto aereo il 18 giugno e quello ferroviario il 25 giugno.
Stesso giorno per cui la Cgil ha annunciato uno sciopero generale dei lavoratori contro la manovra economica considerata “iniqua e sbagliata”.
Lo sciopero sarà di almeno quattro ore nel settore privato e di 24 ore nel settore pubblico, con manifestazioni regionali e territoriali. La prova generale sarà sabato 12 giugno con la manifestazione nazionale, a Roma.
Lo sciopero generale del 25 giugno è stato annunciato dal segretario generale Guglielmo Epifani e segna un’ulteriore demarcazione tra la Cgil e le altre organizzazioni sindacali. Tanto che il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha duramente attaccato Epifani sostenendo che “organizza manifestazioni solo per ospitare i partiti”.

Il vero problema è che questa finanziaria, contro cui manifesta la Cgil, ha un solo obiettivo: tagliare. Ed è talmente necessario farlo in fretta che alla fine non si è nemmeno verificato dove si taglia. Le grandi ricchezze e le rendite finanziarie non vengono colpite. Mentre i lavoratori subiscono il taglio. Anzi, i molti tagli: ai servizi, agli enti locali, alle regioni, alla scuola, alla cultura, agli stipendi pubblici.
Così la Cgil ha scelto per la manifestazione del 12 giugno (e probabilmente anche per lo sciopero del 25) uno slogan più che esplicativo: “Tutto sulle nostre spalle”.
“E’ una manovra che divide il paese – ha detto Epifani – colpisce il Mezzogiorno, a cui sono sottratti di fatto i fondi FAS, si accanisce contro il lavoro, colpisce in modo particolare i giovani, che hanno sempre minori prospettive per il proprio futuro, e non avrà nemmeno gli effetti auspicati sui conti perché, colpendo questi ceti, vanifica ogni prospettiva di rilancio dei consumi e dell’economia”.
Il segretario generale della Cgil ha voluto poi ricordare come in tutta Europa i sindacati “indistintamente” scendano in piazza e si mobilitano contro i provvedimenti dei rispettivi governi. “Solo due organizzazioni sindacali sono ferme in tutto il panorama europeo: CISL e UIL” perché “mostrano una subalternità verso le scelte dell’esecutivo” e con le loro posizioni favorevoli all’operato del governo non aiutano i lavoratori.
Così in questo panorama non resta molto da fare, se non scendere in piazza e provare, ancora una volta, a rivendicare i propri diritti.

Marianna Lepore


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