No alla violenza sulle donne

giornatacontroviolenzadonneOggi, in tutto il mondo, si celebra la Giornata contro la violenza sulle donne. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei, ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una nota diffusa oggi. Perché, come il Capo dello Stato ricorda, la violenza non è stata estirpata nemmeno nei paesi avanzati.

L’Italia, nonostante le recenti norme, più severe, sui casi di violenza, continua a veder aumentare i casi di violenza e intimidazioni, anche tra i giovanissimi. Proprio per questo sarebbe necessario diffondere una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e sarebbe importante farlo fin dalle scuole. Ma in questo senso, purtroppo, i media non danno per nulla una mano e sembrano voler a tutti i costi veicolare l’immagine di una donna che è tale solo se poco vestita, provocante, disponibile alla violenza degli altri.
In tutto il mondo sono sei milioni 743 mila le donne che, secondo l’Istat, hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica o sessuale e, di queste, tre milioni hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata.
E i reati più gravi si sono sempre consumati a danno di mogli o fidanzate: per questo la violenza nella maggior parte dei casi non è denunciata. Perché a commetterla è qualcuno a cui le donne concedono il perdono. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze subite da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso di stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%).
Oggi c’è un’altra notizia che arriva dalla rete dei Centri antiviolenza e lancia l’allarme sulle conseguenze che il “processo breve” potrebbe avere sui reati di violenza: se approvato potrebbe creare un’amnistia di fatto per i responsabili di maltrattamenti non gravi, le cui pene sono inferiori a 10 anni. Reati che per la gran parte dei casi (4 su 5) si consumano fra le mura domestiche.
Lo denuncia Nadia Somma, presidente dell’associazione Demetra-Donne in aiuto che osserva come questa legge “sarà un’amnistia di fatto, il potere del maltrattamento sarà più forte.”
In Italia le donne scenderanno in piazza sabato 28 novembre per la manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne, “per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere, per la civiltà della relazione tra i sessi, per una informazione libera e non sessista, contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici.”
Consapevoli che la strada da percorrere sarà ancora tutta in salita.

Donne, riprendetevi la notte

Marianna Lepore

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