Siamo sicuri che non risolveranno niente

Spread the love

carceri di Piranesi

Un elemento comune dei partiti politici italiani è la totale incapacità di affrontare i problemi reali del paese. L’emergenza carceri è un tipico esempio, se si può chiamare emergenza un problema che va avanti da anni e che nessuno ha mai provato a risolvere. Le carceri italiane scoppiano, i detenuti sono ormai 63.000 per 43.000 posti letto. 

Una situazione di sovraffollamento che l’indulto ha solo rimandato per due o tre anni e che ora il governo vorrebbe risolvere con soluzioni fantasiose, come le prigioni galleggianti e l’intervento dei privati. Idee che i sindacati della polizia penitenziaria considerano del tutto inefficaci. E in effetti si tratta come al solito di propaganda e non di soluzioni. L’affollamento delle carceri rende la vita impossibile a detenuti e guardie carcerarie, oltre ad aver causato un altissimo tasso di suicidi. Nel 2008 sono stati tra 48 e 70 (il numero è incerto perché spesso solo un’indagine può accertare la causa della morte) e molto spesso si tratta di persone incarcerate per reati minori. 
Ma gli italiani non si preoccupano della questione perché intanto si tratta solo di criminali, e non si rendono conto che un carcere che non rieduca e non recupera costituisce un danno diretto per la società, oltre a essere completamente inutile perché restituisce il detenuto alla criminalità appena finisce la sua pena. 
Ora molti italiani si lasciano abbindolare dalla propaganda di regime e credono che la criminalizzazione dei clandestini sia un grande passo avanti per la sicurezza, anche se per i clandestini è prevista al massimo una multa, e non si rendono conto che l’unica soluzione reale per creare sicurezza sarebbe riorganizzare e finanziare adeguatamente la giustizia, le forze di polizia, le carceri. Ma la politica italiana fa esattamente il contrario, e il governo in carica in particolare ha tagliato i fondi a tutti e tre questi settori. Ma questo accade perché gli italiani sono tonti e si lasciano fregare facilmente: non si informano, non vogliono capire, non si interessano. Se la politica avesse il fiato sul collo da parte dei cittadini le cose andrebbero in modo molto diverso, ma in un paese dove l’informazione è asservita al potere, la gente è in larga parte menefreghista e la politica si fa a colpi di populismo e di propaganda non è davvero necessario affrontare e risolvere i problemi reali. Basta nasconderli. 

Francesco Defferrari