Giugliano: il cancro dei rifiuti

Roghi dei rifiuti

“Respirate a pieni polmoni e dite trentatrè”, una frase che i medici di base di Giugliano in Campania, non possono più pronunciare serenamente. Il paese a Nord di Napoli è uno tra i più inquinati di d’Italia, con un elevato tasso di diossina. Al centro dell’emergenza rifiuti in Campania, Giugliano è stato oggetto di uno studio condotto dai dottori di medicina generale.

Il lavoro, il primo realizzato su aria comunale, ha evidenziato che, se a Giugliano la mortalità per cancro è nella media nazionale, è invece aumentato il numero di casi di tumore. “Abbiamo condotto uno studio innovativo”, sostiene Pietro Di Girolamo, uno dei 40 medici di base della cooperativa Co.Me.F, che ha realizzato il lavoro. I dati sono stati raccolti attraverso un software di archiviazione, utilizzato quotidianamente dai medici di famiglia. L’analisi ha interessato un campione di 33.000 pazienti dislocati su tutto il territorio, monitorati dal 2001 al 2006. Diversi gli elementi presi in analisi: la localizzazione dei siti potenzialmente inquinanti (discariche autorizzate e non, siti di stoccaggio), i dati relativi alla popolazione osservata (anno di insorgenza e tipo di patologia, residenza attuale e storica, familiarità) e la valutazione delle emissioni provenienti dai fenomeni di combustione non controllata di rifiuti. Supportati da un sistema informativo geografico, i medici hanno trasformato le informazioni ottenute in una mappatura dalla quale si è evidenziato che i più frequenti tumori sono quelli alle mammelle, al polmone, alle vie urinarie e alla prostata, particolarmente frequenti nel centro di Giugliano. Proprio in quelle aree dove, secondo le informazioni fornite dall’Arpac Campania, anni fa c’erano un impianto di lavorazione di prodotti chimici.

Il cancro si sviluppa per un lento processo di trasformazione delle cellule – spiega Di Girolamo – l’incremento delle neoplasie registrata in questi anni, è la conseguenza dell’inquinamento di circa 10, 25 anni fa. Gli effetti degli attuali siti inquinanti, come Taverna del re, aperto nel 2005 e chiuso di recente, potremmo valutarli solo intorno al 2012″. Preoccupanti i dati emersi dallo studio al suo stato embrionale. Altro che passeggiate all’aria aperta, a Giugliano potrebbe essere più salutare restare chiusi in casa e fumarsi una sigaretta.

Emiliana Avellino

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