Se li uccidessero i romeni

Castellammare

Luigi Tommasino, 43 anni, consigliere comunale del Pd a Castellammare di Stabia, provincia di Napoli, è stato assassinato il 4 febbraio 2009 da due killer della Camorra.  Era nella sua auto, aveva accanto suo figlio, 13 anni, rimasto illeso. Non so quanti lo sappiano, oggi, in Italia, quanti lo sappiano, oggi, in Campania. Queste notizie ricevono scarsa copertura su giornali e tg nazionali. Spesso non escono dalla cronaca locale. 

Il nome di Tommasino era menzionato in un’inchiesta del pm di Potenza Henry John Woodcock sullo smaltimento dei rifiuti in Campania. Si pensa che sia stato ucciso perché i boss temevano che avrebbe parlato con i magistrati. Ma Tommasino era anche il presidente delll’associazione “Itaca” che denunciava la cementificazione di Castellammare. 
Proprio in questi giorni è uscito nei cinema il film su Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino che lavorava nella redazione di Castellammare, ucciso nel 1985 per gli stessi motivi.
Tommasino non è la sola vittima della Camorra del 2009. L’11 marzo, ad Arzano, è stato ucciso Nunzio Esposito, 58 anni, precedenti per rapina. Il 31 marzo a Ercolano dopo l’ennesimo omicidio è stato inviato l’esercito, 100 soldati con il compito di pattugliare il territorio. Queste sono le uniche notizie apparse sui maggiori giornali italiani. Ma la Camorra solo nel 2009 ha già ucciso almeno 23 persone. Ogni anno la Camorra uccide in media più di cento persone. Molte di più di tutte le altre organizzazioni mafiose italiane messe assieme. (Da inizio anno sono riconducibili alla N’drangheta 8 omicidi, alla Mafia 4, alla Sacra Corona Unita 8). Dal 1980 a oggi la Camorra ha ucciso 4103 persone.  E’ un numero che salirà ancora. E’ un numero molto alto. Più alto delle vittime degli attentati alle Torri Gemelle del 2001. Un decimo rispetto al numero delle vittime del terrorismo tra il 1969 e 1984, “soltanto” 423 tra civili innocenti uccisi dalle bombe, poliziotti, magistrati, giornalisti, terroristi e militanti politici di una o dell’altra parte. Don Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso a Casal di Principe nel 1994, disse che la Camorra era il nuovo terrorismo. Ma la verità è che la Camorra è dieci volte peggio
Negli anni 70 e 80 contro il terrorismo lo Stato prese misure eccezionali e stampa e televisioni lo presentavano come la più grave emergenza nazionale del periodo. E in effetti lo era. Ma perché la Camorra non suscita una reazione nemmeno paragonabile da parte dello stato e della società civile, pur essendo una minaccia dieci volte più grave?
E’ interessante notare come la maggiore “emergenza criminalità” degli ultimi anni in Italia, secondo molti media e molti cittadini, non sarebbe la Camorra, ma gli immigrati. Eppure nel 2008 gli omicidi commessi ad esempio da romeni sono stati 25, quelli commessi da italiani 353, di cui più di 200, stimati per difetto, riconducibili a qualche organizzazione mafiosa. Oltretutto spesso le vittime degli stranieri sono stranieri stessi, infatti i romeni uccisi in italia nel 2008 sono 31, più degli assassini. Eppure se le 23 persone uccise nel 2009, finora, dalla Camorra fossero state uccise dai romeni sui media italiani si sarebbe scatenato l’inferno. I politici avrebbero l’acquolina in bocca al pensiero di come utilizzare politicamente la paura dello straniero. Se le tante, troppe vittime della Camorra le uccidessero i romeni i cittadini italiani insorgerebbero. Invece agli omicidi di Camorra ormai si sono abituati tutti. Nessuno ci fa più caso. A livello locale è cronaca “normale”. A livello nazionale non gliene frega niente a nessuno. L’unica rivolta civile degli ultimi anni contro la Camorra, come scriveva recentemente Roberto Saviano, è stata quella degli immigrati dopo la strage di Castelvolturno. Perchè loro non si sono ancora abituati. Ieri in provincia di Napoli si è ucciso un ragazzo di 13 anni, coetaneo del figlio di Tommasino. Il padre sarebbe legato a un clan camorristico, il fratello era stato ucciso nel 2005 come punizione per un furto. Il ragazzo si è impiccato lasciando un biglietto in cui saluta parenti e amici, ma non il padre. Forse anche lui non si poteva abituare.  

 

Le notizie apparse sui blog su Gino Tommasino, da Liquida.  
Omicidio Tommasino, si indaga sulle denunce dell’associazione Itaca, da Stabia Channel
Delitti imperfetti, il sito che raccoglie dati sugli omicidi in Italia

Francesco Defferrari 

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