Tagli al numero verde antitratta

chiudenumeroantitrattaÈ l’ultimo giorno di lavoro, oggi, per molti di coloro che negli ultimi anni hanno lavorato per il numero verde antitratta. Dalla mezzanotte di questa sera, infatti, 14 postazioni locali chiuderanno perché così ha deciso il Governo. O meglio, così hanno deciso i tagli al bilancio. Così non solo 80 lavoratori altamente specializzati domani saranno disoccupati, ma soprattutto molte donne non potranno più ribellarsi e saranno costrette a continuare a prostituirsi.

Secondo la relazione condotta nel 2009 dal Copasir, la tratta di esseri umani nel nostro paese “alimenta un mercato illegale che rende diversi miliardi di dollari l’anno, una cifra inferiore soltanto al traffico di stupefacenti e di armi”. Tra il 2000 e il 2008 sono stati realizzati più di 13.000 programmi di sostegno a vittime di tratta e di questi oltre 900 erano rivolti a minori. Ma il lavoro che fino ad ora ha salvato moltissime persone, arrivate in Italia con il miraggio di un lavoro per poi trovarsi schiave del sesso in strada o in case private, ora non sarà più possibile.
Il Governo ha, infatti, deciso di lasciare attiva un’unica postazione centrale avvisando tutti gli enti coinvolti appena 10 giorni prima della scadenza delle convenzioni. Così non è stato possibile trovare una soluzione alternativa. E da domani chi vorrà rivolgersi al numero verde non è detto che troverà aiuto. Non perché il numero verde rimasto attivo non sia efficiente. Ma perché da domani risponderà al telefono un’unica postazione con sede a Venezia. Ed è evidente che sarà impossibile con una sola sede garantire interventi tempestivi. Perché le postazioni locali non si limitavano al semplice ascolto (quello possibile anche da Venezia) ma costituivano un elemento essenziale delle reti formate nei diversi territori dalle forze dell’ordine, dal terzo settore e dai servizi sociali. Difficilmente, ora, la vittima sarà raggiunta tempestivamente ed è probabile che non riuscirà ad avere una seconda possibilità nella vita.
“È molto grave la scelta del governo di tagliare i fondi del telefono verde salva-prostitute. – ha dichiarato Franco Grillini, responsabile del dipartimento diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori – In questo modo migliaia di donne saranno lasciate sole, senza la possibilità di ricevere assistenza e di trovare un’alternativa di vita e di lavoro”.
Le associazioni che fino ad ora hanno prestato sostegno e aiuto a chi si rivolgeva al numero verde, denunciano “una generale volontà di smantellamento complessivo di un sistema di intervento considerato di eccellenza in tutto il mondo”. Oltre alla chiusura delle postazioni locali, infatti, ci sarebbe anche l’azzeramento dei fondi destinati all’attività di primo contatto e all’assistenza di tre mesi per le vittime che decidono di uscire dalla condizione di assoggettamento. E come se non bastasse, anche un taglio di quasi il 18% dei fondi destinati ai progetti di inserimento sociale a favore delle vittime finanziati con l’art. 18 del T.U. sull’immigrazione.
Dal Dipartimento per le Pari Opportunità assicurano che i soldi alla fine saranno trovati. Al momento, però, i soldi non ci sono. Ci sono i tagli, che come al solito finiscono per colpire sempre e soltanto i soggetti più indifesi della nostra società.

Marianna Lepore



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