Storie di ordinaria ferocia

Aggressione isolata di Mauro Biani

L’odio ormai percorre questo paese, un odio feroce, insensato e stupido in gran parte ignorato dai media e dai cittadini. Ieri un rifugiato somalo è stato picchiato a Bari da un autista di autobus per impedirgli di salire sul mezzo pubblico, senza nessuna apparente ragione. Alcuni giorni fa un cittadino italiano di origine egiziana di 64 anni è stato picchiato selvaggiamente da un’intera famiglia di italiani: nonni, genitori e figlio, per aver osato posteggiare su un pezzo di strada di cui la famiglia rivendica il possesso. 

Numerose fratture e 45 giorni di prognosi, il risultato del pestaggio contro una persona che vive e lavora in Italia da 30 anni, ha una pizzeria e tre figli all’università, una delle quali è anche una giovane scrittrice abbastanza nota, Randa Ghazi. Molto peggio per l’operaio egiziano di 42 anni incensurato e in regola, ucciso in strada a colpi di pistola a Settimo Milanese, senza nessun indizio, per ora, sul movente.
A Pesaro cinque ragazzi, tra cui un minorenne, sono stati denunciati per discriminazione razziale e minacce aggravate. Hanno anche sparato a un giovane nigeriano che passava in moto con una pistola a pallini, procurandogli ferite guaribili in sette giorni. Nelle loro abitazioni sono stati trovati vari oggetti inneggianti al fascismo. Hanno detto di avercela con gli immigrati perché “rubano il lavoro”, ma nessuno di loro ha problemi di occupazione. Sempre alcuni giorni fa, a Napoli nella centralissima e animata Piazza Bellini, una ragazza è stata picchiata ferocemente da un gruppo di giovani e ha subito gravissime lesioni, tutto per aver difeso alcuni omosessuali che venivano malmenati. Ora vogliono darle una medaglia al valore civile, ma intanto le decine di persone presenti ai fatti non sono intervenute in suo aiuto quando serviva. Sempre a Napoli i centri sociali della città hanno denunciato pochi giorni dopo un agguato squadrista contro un giovane all’interno della metropolitana.
Questi sono solo gli episodi degli ultimi giorni, ma ormai le aggressioni motivate dall’odio verso gli stranieri e i diversi sono sempre più frequenti e numerose. Servirebbe indignazione civile, servirebbe una chiara risposta politica, servirebbe una reazione che non si vede da nessuna parte. Ogni tanto i media italiani si chiedono retoricamente se questo sia un paese razzista. E’ ora di svegliarsi, questo è ormai da un pezzo un paese razzista e anche omofobo, questo è un paese che odia. L’odio si ascolta nei discorsi di certi politici, l’odio prospera e cresce perché una grossa parte dell’informazione riferisce solo i reati commessi da stranieri e non quelli commessi dagli italiani contro gli stranieri. Una classe dirigente irresponsabile sta facendo precipitare questo paese nell’odio, che ora con il decreto sicurezza riceverà un altro grande incoraggiamento. I clandestini, etichettati come criminali, non potranno ovviamente rivolgersi alle forze dell’ordine se subiranno violenze, quindi dovranno difendersi da soli.
Ma ci sono gruppi che in tutto questo ci guadagnano. Ci guadagnano i mafiosi e gli imprenditori che assumono in nero, che potranno sfruttare a piacere una massa di immigrati spaventati e senza diritti. Ci guadagna il potere politico ed economico a fomentare una guerra tra poveri, così il pubblico non pensa troppo alla crisi che loro hanno creato con spregiudicate ruberie finanziarie.
L’indifferenza della società e della politica verso i troppi episodi di razzismo e di violenza che si susseguono giorno dopo giorno non potrà che avere un solo risultato: maggiore odio, maggiore violenza, una società sempre più incivile e feroce. Ma gli italiani continuano a guardare distratti le ballerine in televisione, mentre il paese sprofonda nelle barbarie

Francesco Defferrari

La vignetta è di Mauro Bianiqui il suo sito

 
  

     

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