Una notizia brutta e una molto peggiore

centrali nucleari in Francia

La tecnica è sempre quella di fare le peggio cose quando nessuno ci fa caso. Quindi oggi che i media e i giornali (quelli non sul libro paga del capo) sono distratti dal G8 dell’Aquila, il Senato ha definitivamente approvato la cosidetta “legge sviluppo“. Il motivo per cui questa legge sarà famosa, o meglio famigerata, è che in essa il governo si impegna a trovare entro sei mesi i siti per la costruzione di nuove centrali nucleari e per il deposito delle scorie radioattive.

Per risolvere il piccolo problema della prevedibile resistenza della popolazione ad avere rifiuti nucleari accanto al proprio giardino i siti potranno essere dichiarati “di interesse strategico nazionale” e quindi presidiati dai militari. Lo stesso sistema con cui hanno “risolto” il problema dei rifiuti in Campania, creando discariche qua e là per avvelenare la popolazione mentre impedivano le proteste con l’esercito. Tanto le televisioni di regime fanno credere che il problema sia stato risolto dall’inceneritore di Acerra, pure lui una fabbrica di tumori, che in realtà non può smaltire tutti i rifiuti regionali.
Mentre il resto del mondo, Stati Uniti in testa, investe sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili e abbandona il nucleare, costoso e pericoloso, l’Italia ci ritorna con 30 anni di ritardo per costuire centrali che funzioneranno davvero, come minimo, fra 10 anni. Le nuove centrali inoltre comporteranno costi enormi e finiranno per avere un impatto molto relativo sul bilancio energetico del paese, che nel frattempo non avrà investito un centesimo sulle rinnovabili. 
Il governo conta molto sull’apatica rassegnazione dei cittadini italiani, che non capiscono quanto il nucleare sia un grosso affare per certe aziende e una grossa fregatura per la collettività. I sostenitori del nucleare dicono che questa energia costa poco. Certo, costa poco alle aziende perché gli enormi costi di smaltimento e stoccaggio delle scorie li sopporta la collettività, cioè le nostre tasse. E infatti per anni i paesi europei che hanno il nucleare hanno scaricato in Africa le loro scorie per abbattere i costi. Su questo indagava Ilaria Alpi prima di essere uccisa in Somalia nel 1994 con l’operatore Miran Hrovatin. A questo si aggiunge il fatto che il nucleare è pericolosissimo al minimo incidente o al minimo abuso nella gestione dei reattori e nello stoccaggio delle scorie (che restano mortali per migliaia di anni), come ha tragicamente dimostrato Chernobyl
Ma a chi fa propaganda per il nucleare di tutto questo non gliene importa nulla. Quello che interessa alle grandi industrie italiane è guadagnarci un mare di soldi con gli appalti. Il fatto che i cittadini italiani abbiano bocciato il nucleare con un referendum nel 1987 e che ancora oggi, nonostante la propaganda di regime, la maggioranza sia fortemente contraria, non ha per loro il benchè minimo peso.
E questa era la notizia molto peggiore. Quella brutta è che la legge sviluppo contiene anche la “class action” cioè la possibilità per i cittadini di fare causa comune in tribunale contro banche, aziende, inquinatori. Sarebbe una bellissima cosa, solo che è stata esclusa la retroattività, quindi niente causa comune contro Cirio, Parmalat, Eternit e altri scandali che hanno rovinato o ucciso gli italiani. Inoltre la legge non entrerà in vigore prima del gennaio 2010, quindi hanno ancora tempo per affossarla. Ma, volendo essere ottimisti, se la class action diventerà legge davvero, fra qualche decennio, quando cominceremo a morire come le mosche a causa delle scorie radioattive e della storia di gloriosa efficienza che l’Italia ha in tema di gestione dei rifiuti, potremo fare qualche causa contro gli inquinatori. Così quelli che avranno fatto i miliardi e nuotato nell’oro avvelenando la nazione ci daranno quattro soldi per migliaia di morti. E’ sempre così che va a finire la storia in questo paese. 

Francesco Defferrari

Wwf, L’Energia nucleare non è una soluzione
Legambiente, per il clima contro il nucleare
Greenpeace, I debiti di Enel, la ricapitalizzazione e il nucleare

Lista dei disastri nucleari militari 


 

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