La spazzatura ci sommergerà

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discaricarifiutiUn milione di metri cubi di rifiuti indifferenziati abbandonati nella discarica di Ferrandelle: è quello che ha scoperto una squadra di attivisti di Legambiente dopo aver fatto un sopralluogo in questo piccolo centro tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise.
Berlusconi aveva assicurato che il problema rifiuti in Campania era stato risolto. E, in effetti, la spazzatura dalle città, o almeno dalle zone centrali delle città, era sparita.

Una fine però doveva averla fatta, perché è impossibile che da un giorno all’altro quintali di monnezza che occupavano le strade fossero state miracolosamente smaltite.
La bacchetta magica le ha solo spostate in una grande discarica a cielo aperto, in un’area totalmente recintata.
Una squadra di attivisti di Legambiente, guidati da Raffaele Del Giudice, è andata l’altra notte sul posto proprio per controllare la situazione. E ha potuto notare come, a poca distanza da aree dove ci sono caseifici e allevamenti di bufale, ci sono almeno sei discariche. Mai morte definitivamente. Ma non ha potuto avvicinarsi perché quaranta dei sessanta ettari su cui si estende la discarica fanno parte del demanio militare.

L’area in cui sorge la discarica era uno dei tanti terreni confiscati al boss Francesco Schiavone e doveva diventare una fattoria. Certo, per una volta, i terreni confiscati alla camorra o alla mafia non restano abbandonati dallo Stato. Il Commissario straordinario per i rifiuti aveva, infatti, requisito il terreno per sfruttarlo nell’emergenza rifiuti. Così quella che doveva diventare una fattoria è stata trasformata in discarica a cielo aperto. Ma i problemi non sono stati archiviati. Con l’imminente arrivo dell’estate, che in Campania visto il caldo degli ultimi giorni è sempre più vicina, la spazzatura abbandonata e non protetta potrebbe comportare gravi rischi per chi abita in zona.

Così mentre i Comuni campani si sforzano di far partire programmi di raccolta differenziata, che vedono famiglie intere alle prese con sacchetti e classificazioni dei prodotti, a pochi chilometri di distanza qualcuno mischia tutto il mischiabile. 
I sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise avevano accettato di cedere alcune piazzole al Commissario per l’emergenza rifiuti, ma solo in via temporanea, solo per ospitare 90mila metri cubi di rifiuti e solo con l’impegno di bonificare il sito in tempi brevi.
Le premesse sono logicamente andate all’aria e i rifiuti continuano a crescere, ammassati senza alcuna selezione. Quindi non potrebbero nemmeno essere bruciati nell’inceneritore di Acerra, che comunque non potrà essere operativo prima di sei mesi.

Sembra che nulla sia cambiato, dichiara Del Giudice all’Adn Kronos,le discariche, gli inceneritori, non sono in funzione. E nessuno ha presentato un piano di gestione dell’intero sistema rifiuti”. Non ci sono “istruzioni” sullo smaltimento delle ceneri, delle polveri, sull’abbattimento dei fumi.
Il nuovo miracolo italiano, compiuto ancora una volta da Berlusconi, non è stato quindi quello di far sparire la spazzatura dalla Campania, ma quello di non far più parlare di rifiuti sulle pagine dei giornali.
 
Marianna Lepore