Il Plastiki realizza il suo sogno

Plastiki_arrivoequipaggioCi sono riusciti: dopo un viaggio di 4 mesi e oltre 8 mila miglia nautiche, l’equipaggio del Plastiki, partito da San Francisco, è riuscito ad arrivare a Sydney. Il catamarano di 20 metri ha terminato la sua eco-odissea e ieri è arrivato nella città australiana. Il progetto del 31enne David de Rothschild era sensibilizzare il grande pubblico sui problemi dell’inquinamento degli oceani, causato in gran parte da contenitori e buste di plastica.

Così il Plastiki e il suo equipaggio (nella foto) di sei persone si erano lanciati in questa avventura. Nel corso di questi mesi l’equipaggio non solo ha potuto osservare direttamente l’inquinamento dell’oceano (di cui raramente si parla) ma ha anche visitato gli stati arcipelago di Kiribati, Samoa occidentale e Nuova Caledonia per parlare ai locali dei rifiuti in plastica.
L’obiettivo dell’equipaggio era sensibilizzare il mondo sulle conseguenze catastrofiche che l’inquinamento da plastica ha sull’ambiente. Perché la gran parte dell’avvelenamento degli oceani, oggi, è dovuto proprio alla plastica. E paradossalmente in uno dei più grandi produttori di plastica, gli Stati Uniti, la maggior parte delle bottiglie di plastica non sono riciclate e una buona percentuale vanno a finire dentro fiumi, laghi e mari. Per questo la plastica, nemico numero uno, è stata riutilizzata per costruire proprio quest’imbarcazione.
Dopo 130 giorni di mare, mentre il Plastiki si avvicinava alla terra, David de Rothschild ha subito aggiornato la pagina twitter dell’avventura scrivendo a tutti “Ce l’abbiamo fatta!”
I sei eco marinai, tra cui una donna, sono stati accolti dall’ambasciatore Usa, Jeffrey Blelch, dal vice sindaco di Sydney Phillip Black e dal velista ambientalista Ian Kiernan.
La navigazione non è stata per nulla facile: l’equipaggio ha dovuto prima abituarsi al rollio tipico delle barche a vela, poi al cibo che scarseggiava e soprattutto ha dovuto rispettare proprio quel clima che, in qualche modo, voleva difendere. La barca ha fronteggiato venti di 62 nodi e nell’ultimo tratto ha dovuto essere rimorchiata per due giorni da un motoscafo, a causa di venti contrari dal sud.
David de Rothschild, fondatore di Adventure Ecology, ha iniziato a pensare a questa avventura dopo che un rapporto Onu del 2006 rivelò tutti i rischi dell’inquinamento da plastica per gli ecosistemi oceanici. Secondo quei dati, infatti, ogni anno almeno un milione di uccelli marini e 100mila mammiferi e tartarughe muoiono perché ingeriscono e restano impigliate proprio nelle buste di plastica.
Il Plastiki, ora, sarà conservato nel museo marittimo di Sydney e l’equipaggio, dopo 128 giorni di forzata convivenza, si separerà per abituarsi nuovamente alla caotica, si spera meno inquinante di prima, vita di tutti i giorni.

Una barca di bottiglie per salvare l’ambiente

Marianna Lepore


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