Mari di plastica

La plastica nel Pacifico

La rivoluzione della plastica è iniziata negli anni 50: questo materiale si è diffuso in tutto il mondo ed è stato usato per una miriade di oggetti. Facile da lavorare, economico e praticamente indistruttibile. La plastica infatti continua a esistere anche per centinaia di anni, e diventa quindi un rifiuto particolarmente inquinante. Ad agosto alcuni scienziati hanno compiuto la prima vera ispezione della Grande chiazza di plastica dell’Oceano Pacifico

Si tratta di un’area di mare grande almeno quanto l’Europa in cui fluttuano pezzi di plastica dalla superficie fino a 30 metri di profondità. Alcuni grandi come normali rifiuti, altri così piccoli da essere invisibili a occhio nudo. Con il tempo infatti la plastica si frantuma in parti sempre più piccole, ma rimane comunque fortemente inquinante per la vita marina, visto che entra nella catena alimentare di pesci, uccelli e poi di animali sempre più piccoli, e spesso ovviamente li uccide. Alla fine la plastica si decompone completamente nell’acqua salata, ma rilascia sostanze tossiche nel mare.
La chiazza di plastica nel Pacifico è stata scoperta dall’oceanografo Charles Moore, per caso, nel 1997. Si è scoperto quindi che in quella zona di mare la plastica è 6 volte più comune del plancton, l’insieme di esseri viventi quasi invisibili che sono alla base della vita marina. Il motivo per cui si è creata questa gigantesca isola di spazzatura sono le correnti dell’Oceano Pacifico, che girano fino a concentrare tutta la plastica in quella zona. L’80% di essa viene dalla terraferma, cioè dalle nazioni come Usa, Giappone e Australia che affacciano sul Pacifico. Il restante 20% viene dai rifiuti scaricate in mare da navi e barche.
Se la macchia del Pacifico è il caso più eclatante di inquinamento marino a causa della plastica, questo materiale è presente in realtà in tutti i mari del mondo. Sempre nel Pacifico, al largo della California, la concentrazione di plastica nell’acqua supera il plancton di 2 volte e mezza. Ma il Mediterraneo non sta molto meglio: la parte occidentale ha almeno 2000 pezzi di plastica visibili per chilometro quadrato, la concentrazione più alta del mondo. E il mare porta la plastica ormai ovunque, anche sulle spiagge del Kenya. Bisognerebbe pulire le spiagge e il mare e aumentare il riciclaggio, ma non di poco: soltanto il 5% della plastica presente nel mondo viene davvero riciclata. Bisognerebbe cambiare abitudini e produzioni più che altro, perché semplicemente il nostro stile di vita fatto di consumismo ed enormi quantità di rifiuti può avere un solo esito, quello di distruggere il pianeta. Migliaia di animali marini vengono uccisi ogni anno dalla spazzatura che scarichiamo in mare: foche, delfini, balenetartarugheuccelli marini, pesci, e se si continua così in futuro le uniche creature marine saranno i pezzetti di plastica
Francesco Defferrari 
 
 {youtube}uLrVCI4N67M&feature{/youtube}
 
 


Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>