Un pò di petrolio

Le barriere anti petrolio sulla costa americanaSecondo i vertici della British Petroleum la quantità di greggio che continua a riversarsi nel mare del Golfo del Messico dal deposito sottomarino non è gran cosa rispetto alla grandezza del’oceano. Si tratta probabilmente del più grave sversamento di petrolio in mare degli ultimi decenni, peggiore della Exxon Valdez in Alaska e della Haven in Liguria e con questo ritmo potrebbe anche battere il gravissimo inquinamento del Golfo Persico durante la guerra del 1991.

Allora fu lo stesso esercito irakeno di Saddam a versare fino a 1 milione di tonnellate di petrolio in mare per ostacolare un eventuale sbarco americano. Per ora non si può ancora sapere quante tonnellate siano state versate nel Golfo del Messico, visto che la BP diffonde stime al ribasso, mentre molti scienziati ritengono che le quantità siano molto maggiori, ma si parla di circa 300.000 tonnellate di petrolio, una montagna di greggio che fa impallidire le 40.000 della Exxon Valdez e le 140.000 della Haven
Ma sotto un certo punto di vista i vertici della BP hanno ragione, perché l’uomo immette ogni anno nell’atmosfera 27 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, e quindi se pure si arrivasse a un milione di tonnellate di greggio versato in mare, sarebbe comunque ben poco rispetto all’inquinamento globale prodotto dall’umanità. Certo, le spiagge del Golfo del Messico vedranno morire migliaia di pesci, uccelli e crostacei, ma chi sarà in grado di accorgersene? Una buona parte dell’umanità, soprattutto nei paesi occidentali industrializzati, non ha più nemmeno una vaga idea di come sia realmente un ambiente naturale incontaminato, tanto è abituata a vedere le coste e le foreste spopolate dall’intervento dell’uomo.
Una buona parte dell’umanità non si preoccupa per nulla dell’inquinamento, o se ne preoccupa ben poco. Perché il cielo e il mare sono grandi e tutto il petrolio che ci buttiamo alla fine non è una grande quantità. A forza di piccole quantità però nello spazio di tre secoli il pianeta potrebbe diventare un gigantesco deserto inabitabile, secondo uno studio recentemente pubblicato. 
Si può immaginare cosa potranno pensare allora i sopravvissuti dell’umanità, se ce ne saranno, di tutti quelli che, come i vertici BP, sostenevano che non c’era nulla di cui preoccuparsi.

Francesco Defferrari

 
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