Il petrolio e altri disastri

La gigantesca fuoriuscita di petrolio provocata dalla BP nel Golfo del Messico ha spinto il governo americano a fermare, almeno per un pò, nuove trivellazioni marine nella zona. Ma nel resto del mondo la caccia al petrolio non si ferma di certo, né nel Mediterraneo, né nel Mare del Nord, nonostante le proteste. Il petrolio del resto è una vera e propria divinità per la nostra società e il suo potere non conosce limiti e confini.

I suoi sacerdoti hanno in mano il potere politico ed economico del mondo e i suoi seguaci sono miliardi, tutti noi che utilizziamo veicoli a motore e macchinari di cui, a causa dei ritmi della società moderna, non possiamo più fare a meno. Al dio petrolio quindi si permette tutto e si perdona tutto, e infatti le compagnie petrolifere sono state appena assolte dalle loro responsabilità per il disastro ambientale provocato in Nigeria, nella zona del delta del Niger. Ben presto anche i disastri peggiori, come quello nel Golfo del Messico, scompaiono dall’attenzione generale e vengono dimenticati, almeno da chi non ne subisce gli effetti diretti. Tutto bene, niente paura.
Pazienza se a causa del costante inquinamento del pianeta il petrolio è diventato un dio che pretende un numero spaventoso di sacrifici umani, direttamente responsabile di cambiamenti climatici come le alluvioni in Pakistan o gli incendi in Russia, e molti altri che dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro. In fondo i morti di questi disastri sono (per ora) relativamente pochi, appena qualche migliaio, roba da nulla in confronto alle guerre che si combattono per il petrolio, niente rispetto al milione e rotti di morti dovuti ogni anno agli incidenti stradali, il prezzo da pagare per il nostro tempo della velocità, una goccia a paragone delle decine di milioni che ogni anno muoiono per malattie e fame nel nostro mondo ingiusto, dove il benessere dato dal petrolio e dalle macchine è ancora un privilegio di pochi.
L’umanità chiaramente è disposta a dare al dio petrolio tutto quello che chiede, calpestando qualsiasi cosa che il suo uso richieda di calpestare, dall’ambiente, ai diritti umani, alla vita di molti. Ci sono solo due rischi, trascurati e dimenticati: il primo è che il petrolio finisca prima che la società umana si sia preoccupata di trovare alternative efficienti, cosa che la farebbe precipitare rapidamente nel caos. Il secondo è a forza di compiacere e venerare il dio petrolio si finisca per dargli in sacrificio l’intero pianeta, con tutto ciò che esso contiene. 

Francesco Defferrari

 
Ordina libri, cd, dvd su Ibs e sostieni il sito

     

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>