Apocalisse in preparazione

Le notizie più importanti degli ultimi tempi non riguardano la politica italiana né le guerre in giro per il mondo e nemmeno lo stato dell’economia, ma lo stato del pianeta. Queste notizie sono più o meno tutte dello stesso segno e riguardano i cambiamenti che l’uomo sta provocando nella biosfera della Terra. Non sono cambiamenti in meglio e possono avere conseguenze terribili per il futuro dell’umanità. Non ricevono in genere sui media il peso che dovrebbero avere in rapporto alla loro importanza. Questo perché ciò che sta causando i cambiamenti climatici è la natura stessa della nostra società basata su iperproduzione e consumismo.

Recentemente ad esempio il primo laboratorio internazionale degli scienziati marini ha rilasciato un rapporto sullo stato degli oceani del nostro pianeta. Il rapporto dice chiaramente che le attività umane stanno provocando un’estinzione di massa della vita marina negli oceani che può avere conseguenze devastanti per il futuro della Terra. L’aumento della concentrazione di anidride carbonica nei mari, l’innalzamento delle temperature e la pesca eccessiva stanno rendendo gli oceani meno vitali, meno ossigenati e più acidi. Nel passato del pianeta simili situazioni si sono create per conseguenza di enormi eruzioni vulcaniche o impatto di asteroidi. In quelle occasioni i mari sono diventati un’ambiente invivibile per la fauna e la flora marina e il 70% delle specie viventi del pianeta si è estinto. Vere e proprie apocalissi, e oggi l’uomo ne sta costruendo una tutta sua, giorno dopo giorno, senza nessun aiuto esterno. Il motivo non è il semplice uso dei combustibili fossili, il cui effetto inquinante è ben noto, ma la crescita costante di un consumismo assolutamente insostenibile, in tutto il mondo. Gli esseri umani ormai sono sette miliardi e non è possibile pescare enormi quantità di pesce per tutti, non è possibile dare a tutti gli ultimi prodotti trasportandoli per mezzo mondo: lo spreco per tutti non è sostenibile per il pianeta. Non lo è nemmeno lo spreco per pochi, visto che ora come ora solo un 30% al massimo della popolazione umana può permettersi il consumismo sfrenato così comune nei paesi occidentali. Eppure questa percentuale è sufficiente per danneggiare il pianeta e se continuerà ad aumentare la velocità di distruzione degli oceani e della Terra intera accelererà sempre di più, fino a quando non sarà più possibile fermarla. La perdita di biodiversità non riguarda soltanto i mari ma l’intero pianeta, anche i grandi parchi africani istituiti per proteggere la fauna. La pressione degli uomini sull’ambiente è ovunque eccessiva e insostenibile.
Gli scienziati marini hanno detto chiaramente nel loro rapporto che tutti i governi del mondo devono prendere provvedimenti urgenti. E’ illusorio infatti pensare che le singole persone possano fare una differenza: le tante iniziative ecologiste in cui si invitano le persone a consumare meno, vivere in maniera più sostenibile, riciclare e risparmiare energia hanno un impatto molto relativo perché tutte la nostra vita è basata su un consumismo eccessivo. Soltanto un’azione coordinata dei governi mondiali può davvero fermare la distruzione della Terra, ma i governi lo faranno soltanto quando la questione diventerà una priorità per una grande maggioranza di persone, o quando il costo dei cambiamenti climatici sarà così drammatico da costringere tutti a fare qualcosa. 

Francesco Defferrari

 
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