La vera storia del Nucleare

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Il governo italiano, ignorando completamente la volontà popolare che ha votato l’abbandono del nucleare nel referendum del 1987 e l’opposizione al progetto della maggioranza degli italiani, ha inaugurato piani per costruire nuove centrali, in collaborazione con la Francia. I siti naturalmente verranno militarizzati e quindi sarà difficile, se non impossibile, protestare. 

Eppure basta farsi un giro in rete per vedere il vero volto del nucleare. In Francia ad esempio quest’anno è stato trasmesso un documentario che dimostra come la contaminazione da rifiuti nucleari sia diffusa nel paese, nel silenzio delle autorità che avrebbero dovuto evitarla. Questo sarebbe il paese dove secondo i politici della maggioranza il nucleare è presente da decenni e non ha mai creato problemi. Si dimenticano guarda caso non soltanto la contaminazione del suolo francese ma anche il fatto che la Francia per anni ha smaltito i propri rifiuti nucleari in Africa. Un tema su cui stavano indagando in Somalia nel 1993 i giornalisti italiani del Tg3 Ilaria Alpi e Milan Hrovatin prima di essere uccisi. 
Ma anche in Italia in quanto a scorie nucleari non siamo messi molto meglio: l’eredità del nucleare è rimasta in Piemonte, dove funzionava la centrale di Vercelli, in Campania a Sessa Aurunca, dove funzionava la centrale del Garigliano, a Caorso, vicino Piacenza, e in altri luoghi d’Italia, dimostrazione che il problema delle scorie non è stato ancora risolto nemmeno per le centrali che sono ormai dismesse da più di vent’anni. E c’è anche la beffa, perché i consumatori italiani per anni hanno pagato e continuano a pagare nella bolletta della luce i costi di smaltimento.
Alcuni paesi naturalmente hanno trovato un altro sistema per riciclare le scorie: utilizzarle per le armi a uranio impoverito che sono state già usate in Kosovo, dove hanno avvelenato e ucciso centinaia di soldati italiani, in Libano, a Gaza, in Afghanistan, in Iraq e in molti altri luoghi di cui forse non sapremo mai. Ma del resto anche in Francia le autorità considerano un livello di rischio accettabile nella gestione delle centrali nucleari non l’assenza di danni sulla salute dei loro cittadini, ma un numero limitato di morti nel corso degli anni. Un rischio accettabile. 
Questa è la realtà delle cose. E’ ovvio che se i cittadini avessero queste informazioni preferirebbero ribellarsi alla costruzione delle centali a qualsiasi costo, piuttosto che accettare il rischio di morire lentamente di cancro nel corso degli anni. 
Perché la verità sul nucleare è molto semplice e incontrovertibile. C’è un’enorme produzione di scorie. Queste scorie restano mortali per la vita umana per millenni. Dovrebbero essere seppellite a grandi profondità ma non si fa mai, perché costa troppo. Quindi il nucleare ha un costo inaccettabile. 
E’ molto semplice. Ma ci sono tanti interessi economici che considerano assolutamente accettabile la contaminazione del territorio e la morte di migliaia di persone, perché loro ci guadagneranno una quantità enorme di denaro e per quanto riguarda i cittadini, è sufficiente nascondere la verità e mentire bene in televisione. 

Francesco Defferrari

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Wwf, L’Energia nucleare non è una soluzione
Legambiente, per il clima contro il nucleare
Greenpeace, I debiti di Enel, la ricapitalizzazione e il nucleare

Lista dei disastri nucleari militari 

 

    

 

 

 

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