Le navi tossiche

Una delle foto del molo in SomaliaUn molo costruito in Somalia nel 1997 da imprenditori italiani, in cui furono murati centinaia di container, che probabilmente contenevano rifiuti tossici e radioattivi. Greenpeace ha pubblicato un’inchiesta, raccogliendo anni di indagini delle procure italiane, che getta un pò di luce sul decennale traffico di rifiuti dall’Europa all’Africa, strettamente connesso alle “navi dei veleni” affondate al largo delle coste italiane e all’assassinio, in Somalia nel 1994, della giornalista Ilaria Alpi e del suo operatore Miran Hrovatin. 

Da tempo si sospetta infatti che i due avessero scoperto qualcosa di molto importante sull’argomento, motivo per cui fu decisa la loro morte. Ma inchieste parlamentari e giudiziarie non hanno mai stabilito una verità certa su colpevoli e mandanti del loro assassinio, come accade sempre in Italia. 
Il traffico di rifiuti tossici in Somalia nel corso degli anni ha praticamente distrutto le coste del paese africano ed è una causa diretta della rinascita della pirateria nella zona. Ma visto che da quasi vent’anni la Somalia è uno stato nel caos, privo di un governo centrale, si tratta del luogo ideale per nascondere i rifiuti materiali e morali dell’Europa. 
Nessuna risposta certa nemmeno sul caso delle tante navi piene di rifiuti tossici che sarebbero state affondate dalle organizzazioni mafiose anche al largo delle coste italiane: in Liguria, Puglia, Calabria, praticamente ovunque. L’inchiesta di Greenpeace infatti solleva molti dubbi anche sulla gestione delle operazioni per fare luce sul presunto ritrovamento del relitto della “Cunski”, al largo di Cetraro, in Calabria. “Ci sono indicazioni chiare che il Ministero britannico della Difesa abbia offerto al governo italiano mezzi e personale qualificato per effettuare le ricerche sottomarine a un prezzo inferiore rispetto a quello proposto da Mare Oceano, di proprietà della famiglia Attanasio, che ha effettuato l’operazione. Perché l’offerta britannica è stata rifiutata? Quali sono i termini del contratto della Mare Oceano? Non ce lo dicono! Sappiamo, però, che Diego Attanasio è coinvolto nel caso “Mills-Berlusconi”, precisa l’inchiesta di Greenpeace.
Niente di nuovo per un governo che ha più volte dimostrato una totale mancanza di interesse per l’ecologia e la salute pubblica e a parte prendersi il merito per qualche arresto di mafiosi, non è certamente intenzionato a colpire i profondi e oscuri legami tra le mafie e l’economia italiana e internazionale. 

Francesco Defferrari

The toxic ships, il rapporto completo di Greenpeace in inglese
Le navi tossiche, riassunto in italiano
L’articolo dell’Espresso sull’inchiesta

 
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