Giretto d’Italia: le bici in gara contro le auto

GirettodItalia_logoSiamo una delle nazioni da maglia nera per gli spostamenti in bici all’interno delle città che, in Italia, rappresentano solo il 3,8% del totale. Certo ci sono molti Comuni in cui si supera facilmente il 10% o addirittura il 20%, ma l’idea di usare la bicicletta invece del motorino o dell’automobile, in Italia non riesce a convincere. Per questo da martedì e fino a domani è in corso il “Giretto d’Italia”, il primo Campionato nazionale della ciclabilità urbana.

Ventisette città in concorso, da quelle grandi come Roma e Milano a quelle medie e piccole, divise in tre gironi per conquistare la maglia rosa. E la velocità non è importante, quello che conta e la quantità di gente in bicicletta. I vincitori saranno, infatti, i Comuni in cui si conteranno più ciclisti in circolazione e dove, quindi, la bici è un mezzo di trasporto a tutti gli effetti.
I giudici di gara sono Legambiente, Fiab e Cittainbici che nelle varie città, insieme alle amministrazioni locali, conteranno il numero di bici che passano, ma anche i pedoni, le macchine, i mezzi pubblici e annoteranno tutto su una scheda.
Sensibilizzare all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo è l’obiettivo di questa manifestazione. In Italia, però, non stiamo messi così male a spostamenti in bici. Alberto Fiorillo di Legambiente spiega, infatti, che “alcune città italiane hanno percentuali di spostamenti a pedali paragonabili a quelli di capitali europee unanimemente considerate a misura di bici, come Copenaghen o Berlino”.
Quello che fa certamente la differenza nella scelta della bici come mezzo di trasporto sono anche le politiche adottate dalle amministrazioni comunali per cura e diffusione, ad esempio, di piste ciclabili. E negli ultimi anni alcune città hanno cercato di favorire questo mezzo di trasporto, ad esempio con il bike sharing, presente in un centinaio di Comuni e con circa 40 mila utenti. Ci sono città come Reggio Emilia in cui si è puntato sulla Zona 30, con un limite di velocità dei 30 Km orari per i veicoli a motore) e si è consentito nei sensi unici la circolazione delle biciclette in senso opposto a quello di marcia. A Bologna, altra città molto sensibile all’uso delle bici, si è migliorata la sicurezza dei pedali con le case avanzate, zone d’attesa davanti agli incroci riservate ai ciclisti, e nella città emiliana così come a Milano, grazie un’idea di un gruppo di disoccupati, è stata creata la Ubm, Urban Bike Messengers, un servizio di pony a pedali che serve un centinaio di clienti, mentre a Roma circolano otto BiciTaxi: risciò a pedalata assistita con cui otto detenuti ed ex detenuti portano a spasso turisti e cittadini per le strade del centro storico. L’idea e’ quella di far scontare la pena all’esterno del carcere, favorendo al tempo stesso il reinserimento lavorativo dei detenuti e la mobilità sostenibile.
Tante idee a cui altri comuni possono ispirarsi per favorire l’uso delle biciclette nelle nostre città: il clima italiano è decisamente di aiuto, ne guadagna l’aria che respiriamo e anche la nostra forma fisica.

Marianna Lepore

 
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