Quando l’acquisto è anche solidale

mondo nel carrello

Hanno compiuto quattordici anni e da quando sono nati si stanno diffondendo sempre più a macchia d’olio. Sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.), un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare, all’ingrosso, prodotti alimentari e non, da ridistribuire.

Ma la caratteristica che li contraddistingue, presente con più o meno forza in tutti i gruppi, è avvalersi del concetto di solidarietà come criterio guida nelle scelte quotidiane di acquisto. In un mondo dove il consumismo è la chiave di lettura di gran parte dei comportamenti, i Gas cercano di riappropriarsi del concetto di acquisto e di realizzare un’idea più solidale dell’economia, vicina sia alle esigenze reali del singolo, che a quelle non meno importanti dell’ambiente.
Alla base dei gruppi c’è una critica profonda verso il modello di economia globale e la ricerca di un’alternativa praticabile. Il gruppo d’acquisto serve proprio a non sentirsi soli in questa valutazione e a trovare nuovi metodi per soddisfare i propri bisogni. Così, dopo aver formato il gruppo, il più delle volte nel proprio giro di amici, si va alla ricerca di piccoli produttori che rispettino sia l’uomo che l’ambiente. Spesso la scelta cade su realtà locali sia per avere la possibilità di conoscerli personalmente sia per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia che derivano dal trasporto. A volte si scelgono i prodotti biologici ma l’importante è che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.
Il primo Gas è nato a Fidenza nel 1994, quando il concetto di consumo critico era ancora sconosciuto in Italia. Un insieme di famiglie decise, nel proprio tempo libero, di andare a conoscere i produttori di cibi sani e biologici, acquistarli e ridistribuirli all’interno del gruppo. La necessità di mangiare cibi gustosi ma anche portatori di significato ha permesso, poi, la diffusione a macchia d’olio di questo nuovo approccio al consumo. Lo slogan iniziale era più che accattivante: “nel piccolo villaggio che è ormai il mondo, stare bene o è per tutti o è per nessuno”. Nel 1997 nasce una rete dei gruppi di acquisto con lo scopo di scambiare le informazioni su prodotti e produttori. Quella rete ora ha anche un sito internet, www.retegas.org, e permette, ogni giorno, lo scambio di tutte le notizie sull’argomento. Il fenomeno è cresciuto a tal punto da realizzare anche dei convegni per discutere sul futuro dei Gas. L’ottavo convegno nazionale si è svolto a Misano Adriatico (Riccione) il 17 e 18 maggio 2008.
Ma i vantaggi dei Gas non sono solo per chi compra. I piccoli agricoltori che decidono di far parte del progetto difficilmente avranno degli sprechi. Le verdure hanno i compratori già alla semina: stabilite le quantità, si evitano perdite. Non tutti i gruppi, però, sono registrati. Secondo il Sole24Ore i Gas ufficiali oggi sono circa 400, ma il numero effettivo potrebbe essere un migliaio. Il ritmo di crescita è tale da prevedere, nei prossimi dieci anni, che oltre un milione di italiani mangeranno prodotti acquistati in questo modo. È un’alternativa, si è parte di un progetto, si inizia tra amici e si conoscono nuove famiglie. Ma l’acquisto solidale è solo il punto di partenza, perché con ogni probabilità chi fa parte di questi gruppi finisce per rivedere anche il proprio stile di vita, il modo di pensare e di fare politica.
 
Marianna Lepore

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