Nucleare, un piano nascosto

centralinucleariPochi giorni prima della pausa natalizia, il governo ha dato il via libera ufficiale alle centrali nucleari dando anche parere positivo all’individuazione dei siti che potranno ospitare gli otto reattori atomici previsti. I nostri politici hanno stabilito di tornare a usare una fonte energetica che l’Italia aveva abbandonato nel lontano 1987 quando, attraverso un referendum, il popolo disse basta. 

Non c’è da meravigliarsi che questo governo, ancora una volta, se ne infischi apertamente di ciò che vogliono gli italiani. Ora ha trovato un nuovo slogan, l’energia, ma per precauzione ha scelto il silenzio e non si saprà dove sorgeranno le centrali prima dell’appuntamento elettorale di marzo. Dalla bozza del decreto si legge che le aree, per essere ritenute idonee, dovranno soddisfare “uno schema di parametri di riferimento relativi a caratteristiche ambientali e tecniche”. 

Alcuni di questi parametri dovrebbero essere la qualità dell’aria, le risorse idriche, la popolazione, i fattori climatici, la geologia, il valore paesaggistico. E per gli abitanti dei comuni limitrofi alle centrali (entro i 20 km dagli impianti) ci sarebbero sconti sulla bolletta dell’energia, sui rifiuti urbani, sull’Ici e sulle addizionali Irpef e Irpeg. 
Sembrerebbe tutto oro, ma non è così. Perché si può parlare del nucleare come dell’energia del futuro, si può costruire un deposito delle scorie all’avanguardia, ma non si può sopportare di pubblicizzare una decisione così impopolare. E allora ecco la soluzione: nasconderla. Il governo non ha ancora annunciato i siti delle centrali, per evitare di perdere consensi elettorali. Gli amministratori locali, però, se ne sono accorti e già a fine dicembre avevano presentato un documento, firmato anche da sindaci del Pdl, che osteggiava il metodo di incedere del governo. Un documento firmato da Raffaele Fitto, ministro per gli Affari regionali e presidente della conferenza Stato-Enti locali, l’uomo di raccordo istituzionale. 

Due giorni fa il governo ha risposto convocando per il 28 gennaio la conferenza con le Regioni. E il sottosegretario allo sviluppo economico con delega all’energia, Stefano Saglia, ha affermato che “l’individuazione dei siti e’ un processo che ha ancora bisogno di tempo”  e va fatta d’intesa con le Regioni, e comunque non si avrà una lista precisa prima di un anno. Si procede a tentativi, dunque, dicendo ogni giorno una cosa diversa, senza avere un piano energetico nazionale, senza informare gli enti locali su dove saranno gli impianti, senza pensare che non si avranno benefici reali in breve tempo.
Si parla di 8 centrali nucleari in 20 anni, ma fino ad ora ben 16 regioni su 20 hanno legiferato contro le centrali. L’ultima è stata la Sicilia, regione governata dal centro-destra, che con una posizione bipartisan e con il voto favorevole del governatore si è formalmente unita ai territori che si dichiarano denuclearizzati.
Due giorni fa gli attivisti di Greenpeace hanno attaccato sul Colosseo uno striscione gigantesco contro il nucleare, ma la loro protesta non ha interessato i politici. Fanno finta di nulla, prendono tempo. Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, è convinto che i siti sono già decisi. Sarebbero Montalto di Castro (Viterbo), Borgo Sabotino (Latina), Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma di Montechiaro (Agrigento), Monfalcone (Gorizia) e Chioggia (Venezia). Mentre l’ex centrale del Garigliano (tra Latina e Caserta) ospiterà il deposito nazionale per le scorie radioattive, come si evince dal bando di gara della Sogin del 2009 (2009/s 47-068707)”.
Se ogni anno paghiamo in bolletta 400 milioni di euro per la dismissione delle centrali chiuse nell’87, considerando che prima di un paio d’anni le nuove centrali non saranno comunque completate, che per costruirle si spenderanno un sacco di soldi e il loro funzionamento non darà immediatamente dei vantaggi, non si capisce perché il nostro paese continui a non intraprendere la strada delle energie alternative, puntando invece su qualcosa di molto più pericoloso.

Marianna Lepore

 

    

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