Disastri

L'alluvione vicino Messina

Il clima e la terra hanno provocato una serie di disastri in diversi luoghi del mondo in questi giorni. Il tifone Ketsana nelle Filippine, già il secondo dopo quello di agosto, ha provocato circa 250 morti, il terremoto nell’Oceano pacifico meridionale che ha colpito Samoa ha provocato 190 morti. Molto più pesante il bilancio del terremoto in Indonesia, a Sumatra, più di 1100 morti. Oggi i nubifragi e le frane che hanno devastato la zona di Messina hanno già un bilancio di 25 morti e 10 dispersi. 

Purtroppo molti di questi eventi non sono facili da prevedere, ma tra le alluvioni e i terremoti c’è già una grossa differenza. Per quanto riguarda tifoni e nubifragi possiamo sospettare da tanti indizi che il riscaldamento globale contribuisca ad aggravarli e ad aumentarne il numero. Questa situazione con il passare degli anni può solo peggiorare, e i governi del mondo dovrebbero fare subito qualcosa per evitarlo. I cittadini dovrebbero soprattutto fare pressione sui governi perché lo facciano. 
terremoti invece sono dovuti ai movimenti delle placche tettoniche del nostro pianeta e sono sempre avvenuti, ma c’è un elemento comune con i disastri causati dal clima. E’ il fatto che gli uomini dovrebbero sapere che questi disastri avvengono ed essere preparati ad affrontarli. Invece la verità è che noi uomini moderni e civilizzati siamo molto più vulnerabili a questi avvenimenti rispetto ai nostri antenati di migliaia di anni fa che vivevano nelle capanne o nelle grotte. Gli uomini di allora innanzitutto avevano un rapporto diretto con la Terra ed erano in grado di capire molto prima di noi quando un disastro avrebbe colpito. Inoltre non avevano case altissime che possono crollare, strade che incanalano le acque delle alluvioni, spazzatura che ostruisce i canali di scolo. Poiché invece noi tutte queste cose le abbiamo, dovremmo cercare di minimizzare i rischi e i danni di eventuali disastri. E questo invece non accade quasi mai.
Gli abusi edilizi e gli incendi estivi hanno molto a che fare con il livello di devastazione che possiamo vedere oggi vicino a Messina. Le case costruite con cemento di bassa qualità hanno molto a che fare con i morti e i danni del terremoto in Abruzzo. Questo ovviamente vale per tante altre zone del mondo, e più un paese è povero più è facile che i disastri, naturali o meno, provochino un alto numero di morti e di danni proprio perché la maggior parte delle case sono state costruite male e non sono in grado di resistere, e l’ambiente intorno agli insediamenti umani è stato devastato al punto da aggravare il bilancio di un disastro naturale. Il drammatico numero di morti dello tsunami nell’Oceano Indiano della fine del 2004, 230.000 morti in 11 diverse nazioni, è stato aggravato in molti paesi dalla distruzione delle barriere coralline e delle foreste di mangrovie che costituivano in passato una protezione naturale della costa. Disastri del genere dovrebbero insegnare agli uomini a vivere e costruire nel rispetto del territorio in cui abitano, altrimenti qualsiasi disastro naturale avrà sempre conseguenze gravissime. Non è mai troppo tardi per imparare, ma sarebbe ora di farlo. 

Francesco Defferrari

 


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