Il saldo del Pianeta è in rosso

EarthOvershootDayAbbiamo consumato il nostro primo giorno in deficit, perché da ieri la Terra ha raggiunto l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui il consumo di risorse oltrepassa la soglia calcolata per tutto il 2011. Da oggi, quindi, abbiamo iniziato a consumare più risorse di quanto il nostro Pianeta sia in grado di produrre. Lo ha ricordato in questi giorni il Global Footprint Network, che tiene la contabilità della natura terrestre.

A causa del nostro consumismo e soprattutto della sovrappopolazione mondiale da oggi stiamo consumando più di quanto produciamo. Certo le risorse non sono ancora totalmente esaurite, ma tanto per capire di cosa stiamo parlando, da oggi l’inquinamento dell’aria sarà più alto così come quello degli oceani che subiranno anche gli effetti di un consumo ittico fuori da ogni controllo, le foreste dovranno assorbire più anidride carbonica e ci sarà un impatto maggiore dei cambiamenti climatici.
L’Earth Overshoot Day cerca di ricordare, se non altro per un solo giorno, che non possiamo continuare con il modello di vita che stiamo conducendo a livello globale. Altrimenti prima della metà del secolo avremo bisogno di due pianeti. Solo che non li abbiamo. Alla fine dell’anno consumeremo il 135% delle risorse prodotte nel 2011. E con il passare degli anni questa data che simbolicamente segna l’inizio del nostro “deficit” inizierà a verificarsi sempre più presto. Secondo il modello calcolato, infatti, questa giornata dovrebbe essere il 31 dicembre, ma già l’anno scorso si è verificata a metà ottobre.
L’Earth Overshoot Day potrebbe aiutarci a capire, però, che continuando di questo passo, la Terra rischia la bancarotta. Secondo i dati di Global Footprint Network, per la vita che stiamo conducendo ora abbiamo bisogno di 1,5 pianeti e prima della metà del secolo richiederemo risorse per due pianeti.
Da oggi dovremmo comportarci esattamente come se avessimo un conto corrente bancario in rosso: smettere di spendere. Quindi non dovremmo più tagliare gli alberi delle foreste, pescare i pesci marini, prosciugare le risorse d’acqua, urbanizzare i campi agricoli e soprattutto scaricare ossido di carbonio nell’atmosfera e negli oceani.  Perché anche se non ce ne accorgiamo, ognuno di noi consuma 22 chili di risorse naturali al giorno, 8 tonnellate in un anno, cifre che continuano a crescere con l’aumento della popolazione mondiale.
A questo punto, quindi, senza necessariamente creare falsi allarmismi, conviene invertire la rotta. Prendere l’autobus al posto della macchina più volte a settimana, ridurre il consumo di carne, cercare di ridurre al minimo lo spostamento materiale sostituendolo con lo spostamento di informazioni sul web, solo per fare alcuni esempi. E questa volta la crisi economica potrebbe aiutarci, per ridurre i nostri consumi e provare a ricostruire l’economia in modo più sano e duraturo.

Marianna Lepore

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