Più caccia per tutti

Civetta

Rivolta delle associazioni ambientaliste contro il disegno di legge del senatore Pdl Franco Orsi, già ribattezzato in molti modi, da “spara tutto” a “caccia selvaggia“.
In Italia ci sono circa 760.000 cacciatori, meno della metà rispetto al 1980. Secondo i sondaggi gli italiani sono in stragrande maggioranza contrari alla caccia, in una percentuale tra il 72 e l’87%.  I cacciatori sono probabilmente l’unica categoria in Italia che se ne infischia della proprietà privata. L’articolo 842 del codice civile infatti prevede che il proprietario di un fondo non possa impedire al cacciatore di entrare a meno che il fondo non sia completamente recintato. Invece, misteriosamente, i pescatori devono chiedere il permesso. Insomma puoi mandare via chi entra nel tuo prato per prendere il sole, pescare o anche solo per fare due passi. Ma se entra con un fucile può fare quello che vuole. E non deve  nemmeno puntartelo addosso.
L’ultima stagione di caccia, dal settembre 2008 al febbraio 2009, ha registrato 39 morti e 77 feriti. In gran parte cacciatori, a volte passanti. Nel 2008 il Nucleo Antibracconaggio del Corpo Forestale ha denunciato 185 persone per caccia illegale. Più della metà non aveva la licenza per portare il fucile. 
Il senatore Orsi, cacciatore anche lui, forse preoccupato della rapida diminuzione dei cacciatori e del fatto che siano così poco tutelati, ha pensato di proporre una legge che aumenta di molto le loro possibilità.  
Ma cosa prevede il testo finora? Il disegno di legge, che ne unifica diversi altri, ora è in esame in commissione al Senato. Il suo cammino è appena iniziato ma al momento contiene rilevanti cambiamenti alla legge del 1992 sulla protezione della fauna selvatica . 
Fucili ai sedicenni (art. 11): si può iniziare a sparare a 16 anni, accompagnati da un cacciatore adulto e con un fucile “in comodato”. Il ministro dell’Ambiente si è già detta contraria, è possibile che l’articolo sia eliminato. Sarebbe curioso pensare che in Italia non si può imparare a guidare la macchina nè votare, a 16 anni, ma girare con un fucile si. 
Armi nei parchi (art. 22), si possono portare, purché scariche e in custodia. Eh giusto, perché non fare una passeggiata nei parchi con il proprio fucile? Così, per fargli prendere un pò d’aria, non per usarlo. 
Aumento del territorio in cui cacciare: la superficie agro-silvio-pastorale è già tutta a disposizione dei cacciatori (terreni privati compresi) tranne i parchi, i luoghi abitati e un ulteriore 20% obbligatoriamente vietato. Ma il disegno di legge prevede che questo 20% comprenda la fascia di 50 metri ai lati di strade e ferrovie, i luoghi abitati e i parchi stessi. Inoltre si elimina il divieto di cacciare per 10 anni nelle zone distrutte dal fuoco, nelle zone innevate e ghiacciate, nelle foreste demaniali. Viene eliminato anche il divieto di cacciare gli uccelli acquatici dalle barche. Insomma si potrà cacciare ovunque, tranne che in mezzo alla strada e nei parchi (ma il fucile se lo possono portare dietro comunque). I parchi stessi non potranno superare il 30% del territorio regionale. Mai più nuovi parchi in Campania e Abruzzo, che sono già al limite. Tra parentesi in molti parchi regionali già si caccia allegramente. Le regioni dovevano vietarvi la caccia nel 1997 ma non lo hanno fatto, e il disegno di legge estende il tempo al 2010. 
– Le guardie dei parchi, zoofile ed ecologiche non potranno più sorvegliare l’attività venatoria. Viene anche eliminato il divieto per gli agenti di polizia di andare a caccia nei luoghi dove normalmente lavorano. Un duro colpo alla vigilanza in un paese che è ai primi posti in Europa per bracconaggio. 
– Si potrà cacciare nei valichi montani. Solo la fauna stanziale, ma chi controllerà che non vengano presi di mira gli uccelli migratori, che di norma passano in quelle zone a bassa quota? Il divieto serviva appunto a evitare stragi del genere.
Armi semiautomatiche permesse, in violazione di convenzioni e direttive europee. 
– Rimane la possibilità per le Regioni di autorizzare anticipi e posticipi dell’apertura della caccia, nonché la caccia di specie protette quando in sovrannumero, una legge emanata dal centrodestra nel 2001-2006 che è già stata oggetto di numerose censure da parte dell’Unione Europea. 
– Possibilità di cacciare fino a mezz’ora dopo il tramonto, quando la fauna selvatica ritorna ai propri nidi e alle proprie tane ed è quindi maggiormente vulnerabile. Mezz’ora calcolata sul punto più occidentale della regione.  
– Aumento delle specie utilizzabili come richiami vivi ed eliminazione degli anelli identificativi che garantiscono che provengano da fonti lecite, cioè gli allevamenti o le Provincie. Tra i richiami utilizzabili c’è anche la civetta, usata per attirare le allodole. Scompare anche il numero massimo stabilito nel 1989 dei luoghi di appostamento  dei cacciatori.
– Viene introdotta la densità venatoria minima. Se una regione ha una media di cacciatori inferiore a quella nazionale è previsto che accolga i cacciatori di altre Regioni. Così Lombardia, Toscana, Liguria, Veneto, Marche, Umbria, Lazio e Campania, che hanno un’alta densità di cacciatori, li esporteranno nelle regioni che ne hanno meno, come Trentino, Valle D’Aosta, Piemonte, Friuli, Abruzzo, Basilicata, Molise. Chi si credono di essere le allodole piemontesi per essere impallinate meno di quelle lombarde? 
Dovrebbe essere tutto. E’ una lunga lista. Si capisce perché tutte le associazioni ambientaliste d’Italia sono sul piede di guerra. Il senatore Orsi invece probabilmente non vede l’ora di andare a caccia.
 
Articoli interessanti sul tema: 
 
Francesco Defferrari

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>