L’unica Terra che abbiamo

La Terra dallo spazioInizia la Conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico e si spera che il mondo sia capace di trovare un accordo capace di fermare il riscaldamento globale. Anche se Usa e Cina hanno già manifestato le loro intenzioni di ridurre le emissioni, ma senza impegni vincolanti nell’immediato, nel mondo si moltiplicano le iniziative per spingere i leader mondiali a fare qualcosa. Oggi 56 quotidiani di 45 diversi paesi hanno pubblicato lo stesso editoriale per chiedere ai politici iniziative concrete.

La campagna TckTckTck, che prende il nome dal rumore delle lancette dell’orologio, a indicare che il tempo per fare qualcosa continua a diminuire, organizzerà veglie ed eventi tra venerdì 11 dicembre e sabato 12. La campagna italiana 100 piazze per il clima prepara sempre per il 12 dicembre eventi e punti informativi per sensibilizzare l’opinione pubblica. Continua anche la campagna d ell’Onu Seal the deal, per spingere i politici a firmare un accordo vincolante per la riduzione delle emissioni a Copenhagen, o perlomeno un impegno concreto minimo come la proposta danese
Il nostro governo però, come purtroppo anche i precedenti, ha fatto poco o nulla per fermare il cambiamento climatico e si presenta a Copenhagen come l’unico rimasto in Europa dove ancora sopravvivono posizioni negazioniste. Idee che negli Stati Uniti hanno ricevuto nuovo impulso da alcuni dati rubati da un centro di ricerca in Inghilterra che secondo i negazionisti dimostrerebbero che i dati sul cambiamento climatico sono stati manipolati. In realtà ormai tutta la comunità scientifica mondiale ha raggiunto un consenso praticamente universale sulle responsabilità umane nell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera e conseguente riscaldamento globale. Ma ovviamente intorno ai principali colpevoli, gas, petrolio e carbone, ci sono enormi interessi che cercano di negare l’evidenza a proprio beneficio e a scapito del futuro del pianeta. E negli Stati Uniti è in corso una dura battaglia politica tra l’amministrazione Obama, che vorrebbe approvare un pacchetto di riduzione delle emissioni entro gennaio, e l’opposizione repubblicana. Anche se i dati di un singolo centro di ricerca fossero stati manipolati per rafforzare le prove del riscaldamento globale, questo non significa nulla perché ci sono migliaia di gruppi di ricercatori nel mondo che da anni trovano nuove prove del cambiamento climatico, ogni giorno. 
Ad esempio uno studio secondo cui la Terra sarebbe molto più sensibile all’aumento di anidride carbonica di quanto si sia pensato finora, o il fatto che le estinzioni di piante e animali favoriscono la diffusione di malattie umane, e che il Polo Sud si sta sciogliendo più rapidamente del previsto o l’imprevedibile effetto dell’anidride carbonica sui mari, che causa una maggiore acidità delle acque con conseguente rilascio di metano dai fondali oceanici e aumento esponenziale del riscaldamento globale. 
E’ ovvio che nessun dato scientifico crea assolute certezze, ma la situazione potrebbe essere in realtà sia leggermente migliore che molto peggiore del previsto. In quest’ultimo caso potremmo trovarci rapidamente in un scenario simile a quello degli abitanti della Terra 252 milioni di anni fa. L’estinzione del Permiano uccise il 96% della vita marina, il 70% degli animali e degli insetti. Probabilmente il nostro diretto antenato, un precursore dei mammiferi, riuscì a salvarsi solo rifugiandosi al Polo Sud, dove le temperature erano rimaste tollerabili. Cosa aveva causato questo immane disastro? Secondo la teoria più accreditata un supervulcano in Siberia causò l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. La temperatura globale, allora già due o tre gradi superiore a oggi, aumentò di altri 4 o 5 gradi, causando un devastante effetto a catena con il rilascio di metano dai fondali oceanici. 
E’ questo che ci aspetta se continuiamo ad aumentare l’anidride carbonica nell’atmosfera: 6 gradi in più nella temperatura globale non causerebbero soltanto la distruzione di tutte le città costiere per innalzamento del livello del mare, ma effetti imprevedibili capaci di rendere impossibile la vita umana in gran parte delle terre emerse. Dopo l’estinzione del Permiano, la più grave della storia, l’ecosistema della Terra impiegò 10 milioni di anni per riprendersi completamente.
Il pericolo è molto grave e molto reale. Già si prevede che i disastri climatici triplicheranno nel corso dei prossimi vent’anni, con un impatto drammatico sulla vita di milioni di persone. Si spera che i politici presenti a Copenhagen siano capaci di capirlo al di là dei singoli, meschini egoismi. Viviamo tutti nella stessa Terra, che è solo un piccolo punto blu di vita in un universo immenso, buio e vuoto. Non possiamo correre rischi per il beneficio economico di pochi, perché non abbiamo un altro posto dove andare. 

Francesco Defferrari

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